GERMANIA: perde la ruota posteriore in autostrada

In questo blog ne abbiamo parlato spesso: la manutenzione della moto è una cosa fondamentale. Fatela, rispettate le scadenze e ricordate che chi mette le mani sulla vostra moto, in un modo o nell’altro, contribuisce a farvi rimanere in vita…o alla sorte contraria. Quello che vi sto per raccontare è un caso di negligenza e l’articolo originale è di Andrea Perfetti di Moto.it (qui trovate il link…sapete che odio copiare). Sostanzialmente un motociclista tedesco, impegnato a viaggiare in autostrada con la moglie, all’improvviso perde la ruota di dietro. La moto sbacchetta sempre di più fino a quando, inevitabilmente, finisce a terra con pilota e zavorrina. Fortunatamente nessuno si fa veramente male ma, ovviamente, all’arrivo della polizia vengono fatti immediatamente i primi rilievi e ciò che si scopre ha dell’incredibile.

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Un guanto da moto molto speciale

In questo blog, in passato, abbiamo parlato della sicurezza del vestiario da moto e delle relative omologazioni. Oggi parliamo di un guanto molto particolare che, in apparenza, pare essere progettato per rendere le nostre mani quasi indistruttibili.

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Rimuovere la ruota posteriore del BMW F 800 GS

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Oggi parliamo di come si sgancia la ruota posteriore di un BMW F800 GS avendo cura, però, di citare tutti quei piccoli elementi di attenzione che potrebbero trasformare l’operazione in un vero inferno. Ma andiamo con calma e partiamo dall’inizio.

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Consigli ai nuovi potenziali piloti donne e uomini

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Questo post nasce dopo aver avuto, in più di un’occasione, la richiesta da parte di amici/che di esprimere un’opinione circa l’acquisto o meno di moto. Siccome, l’acquisto di una moto è una scelta troppo personale, non ho mai voluto scrivere di questo ma, continuando a venir fuori le domande, ho deciso di arrendermi all’idea di farci sopra un post. Però vi avverto…avrà un tono un po’ polemico.

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Viaggiare all’estero in moto

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Viaggiare è bellissimo. Viaggiare in moto è speciale e farlo oltre confine è qualcosa di unico. Oltrepassare i confini su due ruote, però, richiede alcune accortezze ulteriori rispetto quelle ordinarie, soprattutto in zone extra europee.

Per prima cosa scegliete con cura la zona geografica. Dovete capire che non basta puntare il dito su una mappa. Leggete recensioni di siti specializzati, informatevi dagli utenti e dai loro commenti ma, soprattutto, adottate una strategia intelligente nella scelta e nella gestione della moto.

Per prima cosa scegliete una moto corretta, spesso di basso valore, se viaggiate in territori extra-europei e particolarmente poco forniti di materiali di ricambio. Dovete evitare che la componentistica elettronica diventi un elemento di disturbo. Alcuni viaggiatori acquistano vecchie moto a pochissimo prezzo (anche mille euro) per usarle per viaggi del genere. Dovete sempre pensare al peggio per prepararvi al meglio e stare sereni: cosa fareste se, nel bel mezzo di un paese medio-orientale si friggesse la centralina elettrica dando un errore di funzionamento del vostro prezioso ABS?

Alcuni di noi motociclisti, tuttavia, sono dotati di moto particolari che, diciamo, sono più adatte di altre ai viaggi. Parliamo di moto come il BMW GS o il Transalp  e così via. Queste moto sono estremamente affidabili e quindi, obiettivamente, non si dovrebbero temere problematiche lungo il viaggio. In alcune zone particolarmente isolate si potrebbe andare incontro a problemi di “pirateria”. Ci sono siti che raccontano, ad esempio, che in alcuni viaggi dell’est-Europa, il rischio di furti e assalti alle moto è molto alto.

Imparate quindi a fare la manutenzione di base. Alcune cose sono estremamente facili: pulizia della catena e del pignone, sostituzione delle pasticche dei freni, cambio dell’olio motore, cambio gomme. In particolare quest’ultima operazione richiede più tempo ma, comprenderete da voi, è essenziale.

Cercate di non viaggiare in solitaria. Trovate compagni di viaggio che partano con voi o a cui aggregarvi anche per pochi chilometri. Tenete sempre sotto controllo i seguenti elementi: strade, agenti atmosferici, condizioni generali del paese dove vi trovate (alcuni comprano i giornali, altri leggono su internet). Ormai il mondo non è un posto molto tranquillo, entrare in un paese non significa riuscire ad uscirne automaticamente!

Avvertite più di una persona su itinerario, tempi e tappe. Bisogna poter ricostruire il vostro percorso nel caso accada qualcosa. Siate chiari e attenetevi quanto più possibile al percorso, è molto importante. Viaggiate sempre in un regime di sicurezza e questo vale a dire: protezioni e riposo adeguato. Non dovete mai strafare e non perché non avete resistenza ma perché, dopo aver strafatto per vostra volontà, potreste doverlo fare per altri motivi. Se siete troppo stanchi il viaggio diventa frustrante.

Portate con voi gli attrezzi. Non ha senso portare il gel di riparazione gomme, senza portare le stecche in metallo con cui estrarre e reinserire lo pneumatico! Ho visto di tutto, ho visto anche questo. Gli attrezzi sono importanti e variano a seconda della vostra meta. Se andate in località con molta presenza di sabbia, la pulizia della catena dovrà essere ancora più accurata del solito, così come la pulizia di altri elementi. Chiedete consiglio a chi ne sa più di voi: recatevi dal vostro meccanico e domandate pareri e consigli.

Portate con voi i numeri di telefono giusti. Per prima cosa il numero delle ambasciate, poi quello di amici e parenti ma, soprattutto, verificate se nel vostro tragitto ci sono concessionarie della vostra marca (soprattutto se la moto avesse elettronica a bordo).Se fate un viaggio in solitaria, oltre a darne comunicazione alla Farnesina, pubblicatelo su qualche blog.

Vi segnalo un po’ di link utili da cui potrete apprendere l’esperienza di chi ha già vissuto la fantastica sensazione di affrontare lunghi viaggi in terre straniere con solo due ruote.

Viaggiare in Moto

Sito chiaramente specializzato nei viaggi con la moto.

http://www.viaggiareinmoto.com

Viaggi in moto e litigate

Sembra un banale link ironico ma contiene un prezioso compendio di comportamenti che portano a rovinare vacanze ed esperienze. Leggetelo con il sorriso…ma fatene tesoro.

http://www.motociclismo.it/viaggi-in-moto-e-litigate-impossibile-farne-a-meno-moto-55542

Moto Explora

Un tour operator specializzato per viaggi su territorio nazionale e internazionale su due ruote. Vale la pena visitare il bellissimo sito, il loro motto è “operatori turistici per professione., mototuristi per passione”.

http://www.motoexplora.com

Come usare un navigatore in moto

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Potrà sembrare strano il titolo di questo post ma, credetemi, la maggior parte dei motociclisti che non sono abituati, lamentano molta difficoltà nell’utilizzo del navigatore in moto. Si distraggono, gli crea impiccio, non riescono ad avere le informazioni giuste sul display, così ieri sera, mentre messaggiavo con un amico centauro, mi è venuto in mente di fare questo post. Spero vi sia utile.

Il navigatore è un oggetto che i motociclisti contestano molto. Normalmente la moto si prende per andare “senza meta” e lontano. Tuttavia a nessuno di noi piace perdersi e quindi, molti di noi, si sono dotati di questo piccolo, costoso ma utile oggetto. Il navigatore, nel mio caso un Tom Tom Rider di seconda generazione, deve essere, innanzitutto, installato correttamente. Il mio consiglio è di applicare il braccio di sostegno sulla parte sinistra del manubrio o, al massimo, al centro. Questo per un motivo molto semplice: non deve dare impiccio alla mano che regola gas. Tenete presente che tenerlo al centro è, esteticamente molto bello, funzionalmente discutibile. Le moto con serbatoio sulla pancia, potrebbero causare dei problemi al TomTom sul lungo periodo. Le esalazioni della benzina, infatti, sono dannose per tutto ciò che è gomma. Il casco, ad esempio, non dovrebbe mai essere appoggiato sul serbatoio. Ovviamente questo vale se avete un sostegno “fisso” (di quelli con apertura a chiave per intenderci). In caso contrario potete anche tenerlo al centro, avendo cura di pulirlo immediatamente qualora la benzina lo tocchi.

Un secondo aspetto molto importante è la configurazione. Controllate di avere chiaramente visibile: orario, indicatore di direzione, ora di arrivo e, possibilmente, il nome della via che state percorrendo. Una volta fatto questo, guardate lo schermo ed imparate dove trovare questi elementi. Dovete evitare di distogliere lo sguardo per troppo tempo. Infine seguite qualche consiglio utile.

Leggete sempre qual è la prossima manovra da fare, tramite l’indicatore di direzione e anche quanti metri mancano ad esso. Sono le due informazioni principali perchè, in base ad esse, saprete che manovra approntare: potreste anche decidere di fermarvi in prossimità della svolta ma avrete bisogno di capire di che svolta si tratta. L’indicatore di direzione è in grado di segnalarvi curve morbide, a gomito, tornanti, rotonde e il tutto senza guardare la mappa.

Osservare il tracciato, invece, è utile in rettilinei o in fasi di scarso traffico, per capire che cosa ci attende oltre una determinata curva. Tuttavia conoscere il percorso dalla mappa è inessenziale ai fini di una guida più sicura e, inoltre, l’osservazione della mappa richiede troppo tempo e potrebbe facilitare incidenti.

I comandi vocali sono un problema, almeno per il sottoscritto. State viaggiando in rettilineo, avete davanti a voi una bella strada e il sole vi riscalda. Ad un certo punto arrivate in prossimità di una curva e una voce robotica vi “urla” (perchè sistematicamente il regolatore dell’audio va a farsi benedire) di “svoltare a destra”. Da cardiopalma. Dovete essere voi a scegliere se, quando e come interpellare il vostro navigatore: anche a costo di perdere l’indicazione. È più importante la concentrazione alla guida che essere distratti da un’indicazione che irrompe nel “silenzio” del vostro casco. Io almeno la penso così.

Memorizzare preferiti ed itinerari è utile ma, più che altro, fidatevi dell’istinto. Meglio allungare di 10 Km piuttosto che imbarcarsi in una strada che ci pare veramente brutta e tenete presente che, fuori dalle grandi città, se ne trovano parecchie. Imparate a riconoscere l’importanza della strada alla grandezza del segmento disegnato sulla mappa: ci vuole un attimo a identificarlo.

Infine, ma non meno importante, ricordate sempre di buttare un occhio in anticipo al percoso. Ci vogliono pochi minuti. Io, generalmente, la sera prima, cerco di capire che strada intenderà farmi fare il navigatore e mi guardo un po’ intorno. I navigatori non sono infallibili, voi avete l’istinto: unite le due cose, credetemi è importante. Ricordate che siete voi a guidare la moto e non il navigatore. Se sbagliate strada sarete tranquilli del fatto che lui vi tirerà fuori dall’impaccio ma, ricordate, sarete sempre voi a scegliere cosa fare.

Per chiudere queste semplici regole, ve ne confido una ancora più banale. Se vi rendete conto che state per mancare una deviazione..FREGATEVENE. Non mettete a rischio la vostra vita e di chi vi sta intorno con improvvise pieghe e frenate. Saltare un’uscita, in un centro urbano, comporta un ritardo di al massimo 4 minuti. Proseguite, rallentate e attendete che il navigatore ricalcoli. Rimanete calmi e concentrati. Ricordate sempre che il navigatore è il vostro supporto e non il contrario.

Ora godetevi il viaggio e ricordate sempre di tenere le batterie cariche.