GIVI propone il suo primo motoraduno

Tra le novità di spicco presentate sul sito di GIVI vi è anche quella di un fantastico motoraduno: il primo per la casa italiana.

Come potete notare dal riquadro che ho inserito nel sito, si tratta di una tre giorni passati nelle dolomiti a fare tornanti e strade meravigliose. Il programma dell’evento lo trovate qui. Oltre all’escursione motociclistica (che impegnerà tutto il giorno – 09:30-18:30), vi segnalo anche che sarà presente lo stunt rider Andrea Betti e una selezione di prodotti enogastronomici locali.

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Il piccolo grande campione

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La Moto GP negli ultimi anni ha avuto un enorme incremento di ascolti. Parliamo di uno sport che unisce rischio, adrenalina e una tecnica impressionante. Benchè simile alla Formula 1, i piloti di Moto GP hanno molta meno elettronica a supportarli e tutto si basa sulla loro grande capacità di gestire la pista e gli avversari. Oltre alla Moto GP però, ci sono altre categorie molto meno conosciute ma ugualmente affascinanti e, tra queste, c’è la MOTO3. Un atleta, in particolare, ha colpito la mia attenzione: Tommaso Totti.

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Sicurezza in moto. Caschi, Test Sharp e Affidabilità

Questo articolo nasce dal vostro interesse per il test Sharp e, più genericamente, dalla sicurezza dei caschi. Come sapete, in più di un occasione, questo blog ha parlato del famoso test Sharp (ad esempio in questo articolo) e, benché ne abbiamo esaltato le importanti caratteristiche, è opportuno comunque fare qualche precisazione. Abbiamo raccolto video e informazioni utili sulla produzione dei caschi, fate un giro con noi nelle fabbriche più famose.

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Consigli per gli acquisti per i neo-motociclisti

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Ieri sera, durante la cena di Capodanno, una persona mi ha chiesto informazioni sulla giacca che abitualmente indosso per andare in ufficio. Da qui è nata una conversazione circa le modalità ottimali per scegliere gli indumenti tecnici. Ne avevamo già fatto cenno dentro altri articoli ma forse è giusto parlarne un po’ meglio. Io scelgo i vestiti in base a tre criteri:

1)la necessità da rispettare.

2)le informazioni tecniche sul prodotto.

3)le recensioni degli utenti.

La necessità da rispettare.

Lavorando in completo, ad esempio, mi si è posta l’esigenza di proteggere l’abito dall’acqua, indipendentemente dalla dimensione della colonna d’acqua.  Essendo la giacca del completo abbastanza lunga, si poneva inoltre la necessità di trovare un cappotto da moto che unisse la funzionalità tecnica tipica degli abiti motociclistici, alla funzionalità di coprire/proteggere il completo.  Come molti di voi sapranno, le giace da moto differiscono per tipo di moto, il cappottino da moto sportiva (corto fino alla vita), spesso, differisce dalla giacca da moto turistica (lunga quasi a 3/4). Nonostante la moto sportiva (all’epoca guidavo quella) rivolsi la mia attenzione verso le giacche da moto turistica e, per garantire una corretta mobilità degli arti, scelsi misure molto superiori alla mia. Arrivai ad una XXXL poichè, sotto la giacca da moto, c’era la giacca del completo, la camicia, la cravatta e, nel caso dell’inverno, l’imbottitura. Scegliere una giacca troppo grande comporta uno scorretto allineamento tra protezioni e parti del corpo da proteggere ma, essendo molto vestito, sono riuscito a colmare questo problema.

Le informazioni tecniche sul prodotto.

All’inizio della mia “carriera motociclistica” acquistai un prodotto economico (ancora me lo ricordo). Era una giacca di una marca che vorrei evitare di menzionare. La giacca si presentava molto bene, piuttosto solida e, sull’etichetta, spiccavano due caratteristiche principali: il tessuto traspirante e l’impermeabilità. Appena messa, dopo circa 30 minuti, mi resi conto che il tessuto non era affatto traspirante. iniziai a sudare in punti dove, generalmente, una giacca di marca permette di avere realmente la maggiore areazione. Questo, per chi indossa giacca e cravatta, è un problema serio ma lo sarebbe per chiunque, credetemi sulla parola! Alla prima pioggia, inoltre, mentre tornavo a casa, cominciai a sentire acqua penetrare dalle braccia. Immaginate la sensazione, di indossare un completo anche piuttosto bello, e di essere ancora a 15 chilometri da casa. Praticamente siete nei guai e avete due alternative: cercare un riparo attendendo che spiova (che in inverno potrebbe significare aspettare anche due giorni), aumentare la velocità rischiando incidenti (cosa piuttosto inutile perché aumentare la velocità significa bagnarsi comunque). Risparmiare, quindi, non significa essere “furbi”. Gli abiti dei motociclisti sono abiti tecnici! Questo significa che una spesa economica corretta, vi proteggerà da impatti e intemperie e ve ne accorgerete solo “strada facendo”. Dopo quella giacca, infatti, comprai una giacca AlpineStars (che ancora adotto), in GoreTex. L’impiego del GoreTex è fantastico: una mano santa per la traspirazione del tessuto e la sua impermeabilità. L’acquisto, all’epoca, mi svenò economicamente (390 euro). La giacca è ancora lì, in perfetto stato di salute ed è tuttora una garanzia di affidabilità. La giacca economica (140 euro) è stata cambiata dopo due settimane. La giacca AlpineStars dura da 3 anni e viene indossata 5 giorni alla settimana. Comprenderete quindi quanto quelle 390 euro siano, oggi, una spesa più che sostenibile che, oltre a tutelarmi da incidenti, rappresentano una valida protezione contro la pioggia.

Le recensioni degli utenti.

Non mi stancherò mai di scriverlo. Esattamente come in montagna, in moto vince chi passa per “strade sicure” e quindi io invito sempre e costantemente a leggere e prendere contatto con utenti che hanno avuto la soddisfazione di esigenze come le vostre. I commenti sono la cartina di tornasole di quanto scritto nelle schede tecniche dei prodotti. Vi faccio un esempio. Una giacca molto resistente e traspirante potrebbe non essere comoda. Guidando per ore, è possibile che diventi la vostra peggiore nemica. Ecco quindi che una recensione può “salvare i vostri soldi” e garantire la soddisfazione del vostro obiettivo.

Quand(t)o il sistema Tutor costa ai cittadini

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Il portale automoto.it (sapete che non amo copiare gli articoli) ha condotto una meravigliosa inchiesta sullo strano acquisto del “servizio multe” da parte della Provincia di Como. Tempo fa mi ero fermato a leggere alcuni post su Facebook in merito all’argomento, di un amico motociclista (il più volte menzionato Jorgos). Mi ero incuriosito ed ho indagato un po’ anche io (non ho molto tempo e quindi ho difficoltà). Qualcuno di voi si starà chiedendo cosa è successo a Como e allora io ve lo sintetizzo in una parte del testo riportato in uno degli articoli pubblicati:

Rimane più pressante che mai un interrogativo: perché la provincia di Como consente che i propri cittadini (e quelli in transito) paghino a una ditta privata milioni di euro in 12 mesi, quando con una cifra decine di volte inferiore poteva acquistare l’intera attrezzatura, dare lavoro a 5-6 persone, e incamerare quasi per intero l’importo delle sanzioni?

Il Dott. De Vita, responsabile dell’inchiesta, ha pubblicato anche parte del bilancio che la Safety21 S.r.l. ha pubblicato, mostrando alcuni incrementi che, in seguito all’inchiesta, sarebbero determinati dalla vendita del “servizio multe”. Il punto è:

possibile che anche per questo genere di cose non si possa avere trasparenza?

Appaltare un servizio ad una ditta esterna è una cosa lecita ma, esclusivamente, quando l’appalto è ragionevole ed è l’unica strada per erogare adeguatamente il servizio. Secondo quanto descritto da De Vita, ci sarebbero stati fondi a sufficienza per avere in proprio tutta la strumentazione tecnica e telematica per far fronte all’esigenza TUTOR.

Alcune volte, tuttavia, sento chiedere come mai ci sia tanto accanimento verso questi strumenti. La strumentazione TUTOR è un bene, mio personale avviso, perché lavora sul principio della media. Non è una rilevazione istantanea della velocità cosa che, come ben sappiamo, portava gli automobilisti a improvvise e alquanto pericolose frenate che, per un motociclista soprattutto, si traducevano in un “tiro la monetina e vediamo che succede”.  Il business nascosto dietro a questi sistemi, tuttavia, è oscuro ai più e le spese, purtroppo, sono spesso nascoste ai cittadini che, casualmente, si accorgono delle anomalie. Il video che vedete riportato di seguito è postato dalla POLIZIA DI STATO ed è stato confezionato per spiegare come funziona il sistema TUTOR (questo sempre perché detesto l’idea di dire cose “fuori posto”)