MotoLady: la donna delle due ruote

Ho conosciuto alcune donne motocicliste ma lei…lei è diversa. Lei è pilota, fotografa, meccanico e artigiano. Il tutto nel corpo di una donna munita di gran sorriso e caschetto biondo. Lei è Moto Lady.

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Un motociclista speciale: Totò Le Motò

Questa volta vorrei parlarvi di un motociclista molto speciale: Totò Le Motò (http://www.totolemoto.it). Di lui si legge molto su suo sito, che vi invito a visitare, io ho estratto alcune parti della sua biografia.

Dal 2006 è sempre stato un crescendo di km attraverso posti e genti sempre più diverse. Ho capito che per me viaggiare è cercare storie, facce, gente ed emozioni prima ancora che monumenti o città.
E’ la scoperta del mondo inteso come insieme disordinatamente organizzato di culture e facce e storie. Ogni incontro, paesaggio o situazione nuova il più delle volte si traduce nella conoscenza di un pezzo in più di me stesso. E una volta che si comincia è davvero difficile pensare ad altro.

Raggiungere una meta diventa un pretesto per stare sulla strada e l’imprevisto è il motore delle esperienze.

Mio padre mi ha trasmesso la curiosità per il mondo, mia madre la capacità di comunicare al di là delle barriere linguistiche. Entrambi mi hanno insegnato il rispetto dell’essere umano e la sua dignità a prescindere da pelle, credo, lingua e passaporto. Questo punto di vista e la condizione di apparente svantaggio del guidare una moto a migliaia di km da casa hanno sempre attirato la benevolenza degli autoctoni, portandomi in situazioni che difficilmente avrei vissuto con altri veicoli.

Di recente ho scoperto la gioia di raccontare le storie che incontro sul mio cammino.

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Rimuovere la ruota posteriore del BMW F 800 GS

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Oggi parliamo di come si sgancia la ruota posteriore di un BMW F800 GS avendo cura, però, di citare tutti quei piccoli elementi di attenzione che potrebbero trasformare l’operazione in un vero inferno. Ma andiamo con calma e partiamo dall’inizio.

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BMW F800GS – Tagliando dei 40.000 KM

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Ci siamo, la mia BMW è arrivata a 40.000 chilometri ed ora è tempo del tagliando. Questo articolo si occuperà di recensire il comportamento di BMW in merito all’intervento, riportando modalità, costi, servizi e tutto ciò che é affine. La sede incaricata del tagliando è la filiale:

BMW Motorrad di via Anastasio II, 71, Roma

In aggiunta al tagliando, per ragioni lavorative, ho richiesto a BMW una moto sostitutiva dal costo di 30,00 euro al giorno. Ecco il resoconto di come è andata.

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Piccola guida sulla scelta della migliore assicurazione online per la moto storica

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Il fascino delle moto d’epoca è talvolta impareggiabile, poiché unisce la passione per le due ruote al culto dell’oggetto in quanto espressione artistica di un determinato periodo storico. Dalle celeberrime sidecar alle Benelli, dalle Cagiva alle Triumph, passando per i modelli meno recenti di Harley Davidson: sono queste le moto che hanno fatto la storia, quelle che regalano emozioni soltanto nel vederle sfrecciare tra le strade della città. Ovviamente nella categoria delle moto d’epoca non rientrano tutti i modelli prodotti nel corso della storia, ma soltanto alcuni che sono stati catalogati come tali per specifiche ragioni, la cui lista viene stilata dalla Federazione Motociclistica Italiana. Vengono considerati come tali anche i mezzi iscritti all’Asi, acronimo di Automotoclub Storico Italiano.

I benefici che si possono ottenere da proprietario di un mezzo di questa tipologia sono molteplici, come ad esempio i bassissimi costi di assicurazione, specie se la scelta cade su una polizza online: oggigiorno infatti è possibile consultare le migliori offerte in ambito assicurativo per il proprio veicolo storico direttamente in internet, in pochi e semplici click, consultando i siti specializzati nella vendita di tali polizze. Negli ultimi tempi il mondo delle assicurazioni ha subito profondi mutamenti proprio grazie alla loro diffusione: consultare quindi questi portali specializzati nel confronto della migliore assicurazione per la propria moto storica è di grande aiuto all’utente che, in pochi e semplici passaggi può scegliere il prodotto più vantaggioso e adatto alle proprie esigenze.

Grazie alla rete la competitività è aumentata esponenzialmente ed è conseguentemente aumentata la possibilità di risparmiare e scegliere una polizza su misura che soddisfa a pieno le esigenze di qualsiasi tipologia di utente. Le assicurazioni online si rivelano funzionali anche in termini di risparmio di tempo, non solo di denaro. Non sarà più necessario recarsi di persona presso la sede della compagnia assicurativa, ma saranno sufficienti pochi minuti e una buona dose di attenzione per operare la scelta migliore ed usufruire dei vantaggi presenti tra le numerose offerte online. Oltre alla convenienza dei costi di assicurazione, bisogna ricordare che per quanto concerne i veicoli d’epoca non è previsto nemmeno il pagamento del bollo statale e nel contratto assicurativo è compresa di base la guida libera, senza vincoli specifici inerenti all’intestatario del mezzo.

L’unica imposta fissa riguarda la tassa di circolazione, che avrà la validità di un anno a prescindere dal mese in cui la si paga. I costi di una polizza per un veicolo di interesse storico possono essere inferiori a quelli di una normale aliquota assicurativa di circa il 70%. Per sapere se il proprio veicolo rientra nella lista dei “prescelti” è sufficiente dare uno sguardo al catalogo della FMI e verificare la corrispondenza con il modello posseduto. Negli ultimi tempi però, grazie all’avvicendamento di Sticchi Damiani alla presidenza dell’Aci, sono sorte nuove proposte riguardo i criteri di classificazione dei veicoli d’epoca.

 Oltre alla presenza nella lista redatta dall’ente stesso o dalla FMI come riportato sopra, potrebbero essere classificati come mezzi di interesse storico tutti quelli aventi più di quarant’anni d’età. Questa proposta ha sicuramente fatto storcere il naso sia ai più attenti che agli assicuratori: infatti se così fosse molti mezzi di scarso interesse culturale sarebbero posti sullo stesso livello dei veicoli d’epoca. Ma, mentre nella maggior parte dei casi il mezzo storico gode di un’attenzione ed una cura da parte del proprietario che sovente raggiunge la maniacalità, lo stesso non si può dire di un qualsiasi veicolo datato. Quest’ultimo potrebbe semplicemente inquinare in modo maggiore ed essere sconveniente per una compagnia assicurativa in quanto meno sicuro di quelli di recente produzione. Per ora la questione rimane aperta, di certo allo stato attuale delle cose questa soluzione rimane piuttosto ambigua, se non addirittura semplicistica.

Batteria e Problemi di energia al GS

Condivido con voi quanto mi è successo negli ultimi 8 giorni, convito che possa tornare utile ad accrescere la conoscenza e anche il caos di chi ipotizza cause di fermo della propria moto. Quanto vi sto per raccontare, ha trovato una fine nella giornata di oggi. Fatta questa premessa, concentriamoci sul racconto vero e proprio.

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Il giorno 14 gennaio ero in strada quando, dopo circa 30 minuti di tragitto, il quadro strumenti si spegne e il motore rimane acceso. Essendo in testa ad una colonna di macchine ed essendo quasi verde, decido di darmi una spinta e portare la moto al margine della strada. Dopo di che, convinto che fosse un problema temporaneo, giro la chiave spegnendo tutto e provo una nuova messa in moto. Il motore non parte. Al suo posto un ticchettio che comincia a diventare, ad ogni prova, sempre più sommesso e impercettibile. Il risultato? Carro attrezzi e una passeggiata verso casa. BMW mi contatta il giorno dopo dicendomi che la batteria, che avevo sostituito con quella al litio, era a terra e che probabilmente era la causa del problema in quanto malfunzionante. Dai test diagnostici, infatti, non risultava alcuna dispersione nè alcuna anomalia se non una sottotensione del gruppo energetico proveniente dalla batteria. Come molti di voi sapranno, la batteria non è in garanzia e il cambio con l’originale BMW, unito ad un’ora di diagnosi e manodopera, mi ha richiesto il modesto importo (sono ironico) di 226 euro.

Attraverso Roma, vado a prendere la moto, salgo in sella e torno a casa. A cinque metri dalla rampa del garage, il quadro strumenti si spegne. Immediatamente chiamo l’officina e poi indovinate un po? Il carro attrezzi. La vettura arriva dopo 2 ore e 10 minuti, passate al fresco. Al telefono una persona, di cui non faccio il nome per privacy, con cordialità mi espone che non devo preoccuparmi di nulla e che farà il possibile per risolvere il problema al più presto. Temeva, tuttavia, che potesse trattarsi di un falso contatto nel blocchetto di accensione: problematica nota e molto rara. Questa mattina ricevo una chiamata dalla BMW. Niente problematica del blocchetto di accensione ma alternatore e generatore fusi e cotti. Risultato: quasi 1.000 euro di spesa assorbiti dalla splendida garanzia. Speriamo che il problema sia risolto e ora, passiamo ad una più dettagliata descrizione del problema.

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All’accensione, a parte il ticchettio del tentativo di accensione, ho notato che il quadro non manteneva l’accensione. Il contagiri ed il tachimetro fermavano la loro corsa ad ogni ticchettio. Fari, stop e frecce funzionavano alla perfezione. Vi ho inserito la scheda rilasciatami da BMW.

Un lavaggio appiccicoso

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Questa mattina il mio meccanico mi ha mandato un messaggio su Facebook che, in sostanza, diceva:

Non lavarae la catena con i grassi spray perchè la butti.

Ho indagato con lui e ho scoperto una cosa interessante ma forse scontata e non del tutto sbagliata. Il grasso spray contiene, logicamente, un collante. Un collante che serve per aderire alla catena e proteggerla. Stendendo bene il grasso della catena, si protegge la moto da sporcizia e frammenti di asfalto ma è davvero così?

In realtà il grasso per la catena diventa, a distanza di tempo, un collante per la sporcizia stessa che, per un effetto di normale accumulo, ingloba i detriti e li mette a contatto con catena, corona e pignone. Cosa si può fare?

Non usare i grassi spray avedo cura di sceglierne di buoni, che tutelino la catena. Questo sicuramente aiuta ma il Bardahl o il PBR sono marche ottime, effettuare un lavaggio periodico può semplificare e aggirare il problema del deposito dei detriti. A maggior ragione se la moto in questione ha una catena dotata di O-ring.

In conclusione, avendo tempo e voglia, si potrebbe ricorrere ad un bel barattolo di grasso siliconico e procedere alla spalmatura a mano. Niente collanti, niente detriti, niente sporcizia. In alterntiva, grasso spray e lavaggi regolari  e ricordate che dopo 130.000 Km circa sarebbe opportuno catena, corona e pignone.