Nuovo airbag D-Air di Dainese

Dainese ha prodotto un nuovo tipo di airbag, tecnologicamente all’avanguardia e garantito al punto da superare tutte le certificazioni e le norme attualmente esistenti. Segnando, così, un nuovo confine di sicurezza. Stiamo parlando del nuovo sistema D-Air.

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GERMANIA: perde la ruota posteriore in autostrada

In questo blog ne abbiamo parlato spesso: la manutenzione della moto è una cosa fondamentale. Fatela, rispettate le scadenze e ricordate che chi mette le mani sulla vostra moto, in un modo o nell’altro, contribuisce a farvi rimanere in vita…o alla sorte contraria. Quello che vi sto per raccontare è un caso di negligenza e l’articolo originale è di Andrea Perfetti di Moto.it (qui trovate il link…sapete che odio copiare). Sostanzialmente un motociclista tedesco, impegnato a viaggiare in autostrada con la moglie, all’improvviso perde la ruota di dietro. La moto sbacchetta sempre di più fino a quando, inevitabilmente, finisce a terra con pilota e zavorrina. Fortunatamente nessuno si fa veramente male ma, ovviamente, all’arrivo della polizia vengono fatti immediatamente i primi rilievi e ciò che si scopre ha dell’incredibile.

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Sicurezza in moto. Caschi, Test Sharp e Affidabilità

Questo articolo nasce dal vostro interesse per il test Sharp e, più genericamente, dalla sicurezza dei caschi. Come sapete, in più di un occasione, questo blog ha parlato del famoso test Sharp (ad esempio in questo articolo) e, benché ne abbiamo esaltato le importanti caratteristiche, è opportuno comunque fare qualche precisazione. Abbiamo raccolto video e informazioni utili sulla produzione dei caschi, fate un giro con noi nelle fabbriche più famose.

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Sicurezza e Moto: il kit di pronto soccorso

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Più volte all’interno di questo blog, abbiamo fatto riferimento alla sicurezza. Abbiamo affrontato il tema della sicurezza alla guida, dando semplici consigli ai piloti. Abbiamo trattato la sicurezza degli abiti tecnici, offrendo articoli, recensioni e interviste. Oggi parliamo dell’aspetto più critico: gli incidenti.La sicurezza, durante un sinistro, è qualcosa che, generalmente, affidiamo a terzi. C’è la polizia che cura gli aspetti legati alla viabilità e al sinistro. L’assicurazione cura l’aspetto economico. L’ospedale cura la salute e il vostro recupero. Ma se l’ospedale non ci fosse? Non così velocemente come credete…

Molti piloti sono all’oscuro che per viaggiare in Austria e Germania, è OBBLIGATORIO avere a bordo della moto un kit di primo soccorso. Lo sanno bene molti enduristi che, sperimentando cadute lontano dai centri abitati, si sono dovuti rimboccare le maniche e risalire in sella fino a quando l’adrenalina copriva dolore e lucidità. Tuttavia, benché speriamo tutti che non capiti mai, l’adrenalina e la fortuna non bastano. A volte, purtroppo, ci si fa male e non sempre si riesce a chiamare l’ambulanza con facilità. In questi casi, quindi, è opportuno avere sulla propria moto uno di questi kit in modo da prestare il giusto soccorso sia a se stessi che, eventualmente, al passeggero.

Cominciamo con il dire che questi kit non superano quasi mai i 20 euro. Cifra più che abbordabile, considerata la dotazione e il vantaggio che ne deriva. Ma vediamo le caratteristiche ed il contenuto. Per prima cosa assicuratevi che il kit sia omologato DIN 13167 . A differenza di molti siti (quasi tutti a dire il vero), cerchiamo di fare chiarezza su questa sigla. DIN sta per Deutsches Institut Fur Normung ed è un istituto che si occupa della definizione di standard. Lo standard 13167 è specifico per la sicurezza dei motociclisti. Esiste, tra l’altro, una recentissima versione del testo marcata gennaio 2014 che, al momento della scrittura dell’articolo, è disponibile solo in lingua tedesca. In alternativa ci sono edizioni anche inglesi. Per darvi un’idea di come è composto il documento, il sito mette a disposizione degli indici consultabili (questo è quello della versione 2013). I documenti, infatti, sono a pagamento!  L’omologazione è fondamentale per garantire che vi siano tutti gli strumenti più idonei al primo soccorso “motociclistico” e generalmente all’interno del kit si trovano:

  1. Rocchetto cerotto 5mm x 2,5 cm (x1): il cerotto a rocchetto consente una migliore prestazione poichè non è legato ad una forma geometrica limitata. È (perdonate il parallelismo) una sorta di rotolo di carta igienica adesiva, ovviamente di dimensioni veramente ridotte. È più semplice da applicare.
  2. Fasciature adesive 10 cm x 6 cm (x8): la fasciatura adesiva consente di mantenere la trazione grazie al leggero potere aderente. In tal modo non sarà necessario applicare fermi metallici o cerotti speciali per fermare la garza.
  3. Bende – tampone sterili di misura media (x2):  i tamponi sono usati per assorbire i liquidi organici (come ad esempio il sangue) e garantire una migliore gestione delle ferite.
  4. Telo sterile TNT 60 cm x 80 cm (x1): il telo garantisce un isolamento dalla terra e quindi un campo più sicuro in cui riporre il ferito.
  5. Copertura isotermica oro/argento (x1): questo telo ha due funzioni diverse, una per lato. Il lato oro protegge dal freddo. Il lato argento protegge dal caldo.
  6. Paio di forbici taglia bendaggi (x1): necessarie per tagliare il cerotto a rocchetto ad esempio.
  7. Guanti in vinile (x4): per mantenere l’isolamento e la sterilità degli operanti.
  8. Manuale 1 soccorso (x1): per garantire il corretto intervento in caso di primo soccorso.

Come forse noterete, però, all’interno di questa dotazione (presente nei kit in commercio) non compare alcun disinfettante. Per questo motivo, in molti kit, viene aggiunto anche del disinfettante, sotto forma di salviettine umidificate, un laccio emostatico (fondamentale quando i tagli profondi lacerano vene e arterie) e, alcuni, anche la protezione per la respirazione artificiale in modo che il soggetto che presta soccorso non entri a diretto contatto con l’incidentato. Il Ministero degli Affari Esteri, in collaborazione con l’ACI, ha realizzato un portale ormai noto ai viaggiatori: Viaggiare Sicuri che, per l’appunto, raccomanda di rispettare gli obblighi di paesi come l’Austria o la Germania, nell’avere dentro il proprio veicolo (moto incluse) il giubbotto giallo di sicurezza e il kit di primo soccorso.

Vi raccomando di valutare con attenzione l’acquisto di questo kit (indipendentemente dal viaggio in questi paesi). Tenete presente che  la validità del kit è data da tre fattori:

1) I prodotti all’interno non devono essere scaduti.

2)Deve essere a chiusura ermetica.

3)Deve esserci l’omologazione DIN 13167.

Per chi vuole andare in questi paesi è giusto che sappia che, generalmente in prossimità del confine, questi kit si trovano in vendita anche negli autogrill.

Sulla morte di Giorgio Romboni

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Questo sarà un articolo un po’ particolare poiché non ho intenzione di scrivere di Doriano Romboni ma ho intenzione di “usare” la sua morte per divulgare un messaggio. Io non comincerò a scrivere di lui come se fosse un fratello, un amico, o cose simili.Voglio comunque mandare un messaggio.

Doriano Romboni, descritto in modo molto piacevole in questo articolo, era un pilota professionista. Una persona che saliva su moto che sapeva dominare ma anche portare a livelli talmente alti da essere “tra i migliori”. Oggi Doriano Romboni è morto e lascia moglie e figli. Questo per dire a tutti voi che guidate le moto di fare attenzione perché le disattenzioni, gli incidenti, capitano e ci restano secchi anche i migliori. Siate prudenti e ricordate sempre che non siete da soli in strada e che la strada non è una pista. La moto richiede due cose importanti:

1) Disciplina.

2) Tecnica.

Si può guidare una moto senza tecnica ma non si può guidare una moto senza disciplina.

Questo articolo è rivolto anche a tutti quei guidatori che trascurano la manutenzione delle auto e vanno in giro con fari rotti, frecce mai inserite e cellulari stampati all’orecchio. Anche voi non siete soli in strada, abbiate un po’ di decenza, educazione e se ci scappa anche altruismo. Le vite sono importanti.

Un airbag per i motociclisti

Criteri_progettuali

Oggi vorrei parlarvi di un prodotto di cui sono stato scettico per molto tempo. Per la prima volta, però, ho avuto modo di confrontarmi con una soluzione ben riuscita. Si tratta di un gilet-airbag da indossare sopra le giacche che normalmente siamo soliti portare. Questo prodotto si attiva mediante la classica spoletta meccanica che, allo sgancio, gonfia in 0,8 secondi un airbag che va a copertura di tutta la schiena, incluse le prime cinque vertebre cervicali, tristemente note per essere coinvolte in pesanti traumi (proprio dal casco a volte). Il prodotto non ha un costo eccessivo (417 euro circa) a fronte del fatto che è possibile ricaricarlo e riutilizzarlo in qualsiasi momento tramite una comune bomboletta di Co2. Vi consiglio, però, di vedere il video perché vengono mostrate tutte le procedure che interessano il prodotto. Attivazione, scarico, cambio bombola, insomma tutto quanto. Spero che questo possa tornarvi utile e, mi raccomando, prudenza! Tutte le altre informazioni anche qui: http://www.motoairbag.com

Consiglio medico contro le abrasioni da incidente

La vita è fatta così! A volte si resta in piedi e a volte si cade ma l’importante è riuscire sempre a rialzarsi e a raccontarlo. Tuttavia è anche vero che lo scopo di un’esperienza è anche quello di informare gli altri ed evitare che incappino in errori, sviste o informazioni sbagliate.

Quando, ormai due anni fa, ho avuto un incidente sul raccordo, gli effetti più dolorosi sono stati a seguito di un’abrasione nella zona lombo-sacrale (sui reni per intenderci). All’ospedale, oltre l’anti dolorifico (Toradol) e il gastro protrettore (Lansoprazolo) da assumere per evitare che l’antidolorifico facesse danni, mi hanno dato il cicatrene in crema: niente di più sbagliato!

Il cicatrene in crema, sinteticamente, facilita la formazione di una crosta rigida, che alla prima flessione della superficie, tende a spaccarsi. Inoltre la pelle rimane così tanto tirata da rare fastidi se non dolore al paziente. Evitate e ascoltate cosa ho scoperto dall’esperienza di un altro motociclista.

Connettivina PLUS (esiste anche quella normale ma la PLUS ha anche un disinfettante a base di sulfadiazina argentica) è una pomata che può essere presa da sola o sottoforma di bende da medicazione. Le bende si applicano e si possono togliere senza alcun problema dopo 24/48 ore. Al posto della ferita ci sarà una crosta resistente ma elastica. Al tatto risulterà simile alla gomma (non sto scherzando). La connettivina ha la capacità di stimolare la rigenerazione cellulare in circa la metà del tempo richiesto. Spingendo il corpo a creare una crosta naturalmente preposa a flettersi e a resistere alle normali “turbolenze”, urti, acqua, attriti etc…

Molto spesso, per ignoranza, viene dimenticata o trascurata a favore del celebre cicatrene che però risulta inadeguato in alcune zone. Inoltre, se in polvere, il cicatrene viene scongliato dagli stessi medici perchè potrebbe non aderire perfettamente alla ferita e creare delle sacche vuote in cui non viene assorbito e rimane “stagnante” (sì fa decisamente un po’ schifo).

In caso di abrasione, quindi, vi raccomando di lasciar perdere il cicatrene e comprare la connettivina plus. Avrete un immediato miglioramento e soffrirete decisamente di meno. Provare per credere.