Sulla morte di Giorgio Romboni

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Questo sarà un articolo un po’ particolare poiché non ho intenzione di scrivere di Doriano Romboni ma ho intenzione di “usare” la sua morte per divulgare un messaggio. Io non comincerò a scrivere di lui come se fosse un fratello, un amico, o cose simili.Voglio comunque mandare un messaggio.

Doriano Romboni, descritto in modo molto piacevole in questo articolo, era un pilota professionista. Una persona che saliva su moto che sapeva dominare ma anche portare a livelli talmente alti da essere “tra i migliori”. Oggi Doriano Romboni è morto e lascia moglie e figli. Questo per dire a tutti voi che guidate le moto di fare attenzione perché le disattenzioni, gli incidenti, capitano e ci restano secchi anche i migliori. Siate prudenti e ricordate sempre che non siete da soli in strada e che la strada non è una pista. La moto richiede due cose importanti:

1) Disciplina.

2) Tecnica.

Si può guidare una moto senza tecnica ma non si può guidare una moto senza disciplina.

Questo articolo è rivolto anche a tutti quei guidatori che trascurano la manutenzione delle auto e vanno in giro con fari rotti, frecce mai inserite e cellulari stampati all’orecchio. Anche voi non siete soli in strada, abbiate un po’ di decenza, educazione e se ci scappa anche altruismo. Le vite sono importanti.

Il motociclista legge l’asfalto

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Questa mattina a Roma pioveva. Una pioggia sottile dopo una nottata di temporale. Vi lascio immaginare in che stato era il manto stradale. Buche che si sono generate la note, detriti di varia natura, frammenti di asfalto che sembra la polvere dei Pan di Stelle. Insomma, il panico. Se a questo aggiungete che, per pagare di meno, la pulizia delle strade viene effettuata la mattina tra le 08:00 e le 08:30, con acqua saponata (anche oggi che pioveva), comprenderete bene quanto sia importante per un motociclista, saper “leggere l’asfalto”.

D’altronde chi porta una moto lo sa: il timore più grande è la macchia d’olio, seguita dal brecciolino e, a sua volta, dai sampietrini (bagnati sono tremendi). Mi sento di dare qualche consiglio, soprattutto a chi approccia la moto solo quando è bel tempo. Una serie di piccoli consigli che, a mio avviso, vi faranno campare più a lungo all’interno di una giungla metropolitana come Roma (che, quanto al traffico, non ha niente a che invidiare a Napoli).

  1. Guidate con prudenza. So che sembra una cosa retorica ma lasciatevelo dire da chi ha avuto più di tre incidenti: la distanza di sicurezza è sempre insufficiente. Se ve ne private, vi priverete anche della possibilità di tentare una manovra evasiva.
  2. Indossate indumenti consoni. Ricordate sempre che le principali cause di morte sono il trauma alla testa e quello alla schiena.
  3. Evitate di essere in linea con macchine e motorini. Se inchiodassero le prime rischierebbero di diventare un’ostacolo che non riuscireste a scansare. I secondi si metterebbero di traverso con danni non indifferenti.
  4. Evitate il brecciolino, se doveste passarci sopra per forza rallentate.
  5. Controllate il manto stradale avendo cura di evitare pozze d’acqua (non sapete quanto sono profonde e cosa ci sia sotto).
  6. Evitate il metallo, perché tombini e grate fanno perdere immediatamente aderenza alla ruota.
  7. Dosate bene il freno posteriore perché gran parte del peso è posizionato dietro e quindi la ruota tende ad andare più facilmente in bloccaggio (specialmente sui sampietrini bagnati).
  8. Tenete il motore tirato, specialmente il due cilindri può avvantaggiarsi del freno-motore. Usatelo, è importante. Farete lavorare meno il freno posteriore e avrete un rallentamento più lineare.
  9. Mettetevi in condizione di non dover affrontare la moto. Significa evitate di trovarvi nella condizione di doverla recuperare facendo, ad esempio, una piega eccessivamente brusca su una strada bagnata. Ricordatevi che recuperare una moto può essere estremamente difficile in determinate condizioni.
  10. In caso di caduta, e questo vale sempre, evitare di rimanere attaccati alla moto. Le vostre gambe saranno sotto la moto e lei è di plastica, ferro e acciaio. Una volta a terra non rialzatevi ed impedite (se rimanete coscienti ovviamente) a chiunque di togliervi il casco anche se voi ritenete di star bene. 
  11. Ricordate che ci sono gli altri. Abbiate sempre un’occhio di sfiducia e timore verso la vostra moto e gli altri. Vi aiuterà a mantenere la guardia alta e a rimanere vigili ma ricordate sempre che nelle macchine accanto alle quali passate, ci sono anche bambini. Se proprio dovete fare una manovra azzardata, prendetevi qualche istante per capire chi state mettendo a rischio.

Buona guida ragazzi.

Quando la moto è Donna

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Ultimamente sulle strade ho visto più moto ma, cosa che mi fa più piacere, ho visto tante donne e ragazze in moto. La donna in moto ha un fascino particolare, non c’è che dire. Una donna in moto riesce a rendere femminile un mezzo che, per la sua aggressività, rischia di esser scambiato per maschile. La domanda annosa è: la moto è donna o uomo?

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In realtà, nella mia esperienza motociclistica, mi è capitato di imbattermi in donne dalla guida così pulita, veloce e perfetta da essere definita “da pista” ma la moto è, per molte donne, un mezzo percepito come “irraggiungibile” o “difficile”. C’è chi sostiene che sia per il peso, chi per l’altezza, chi per una paura non ben definita. Io trovo che l’accoppiata donna-moto sia stupenda purchè non ci siano eccessi: la donna deve avere una moto proporzionata al proprio “spirito” e alle proprie capacità (questo vale anche per l’uomo), inoltre mi fanno ridere le foto con le modelle in bikini sulle moto. Per carità, bellissime ma un po’ ridicole se li paragonate a due occhi femminili che, come un felino, ti scrutano dalla visiera.

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Qualche giorno fa ero a cena con colleghi motociclisti e ho avuto modo di fare la conoscenza di Betta, fiera proprietaria di una moto con cui ho fatto scuola guida. Una moto bellissima e non propriamente “femminile” nell’immaginario comune. Parlando con Betta ho visto un’amore spassionato verso questo mezzo e le ho chiesto di condividere la sua esperienza in una semplice intervista che vi sottopongo.

Ciao Betta! Grazie di aver accettato l’intervista. Prima di cominciare ti va di dirci qualcosa in più su di te? (Nome di battesimo, età , città da cui scrivi, moto ed eventuale nome della due ruote).

Ciao mi chiamo Elisabetta ho 34 anni sono nata e vivo a Roma.

Puoi dirci come è nato l’amore per la moto, cosa ti ha cambiato?

Quasi un anno fa (mancano pochi giorni!) ho comprato una fantasistica G 650 GS che ho chiamato Lella! Le moto mi sono piaciute da sempre e ancor di più il pensiero di poterci viaggiare. Non che mi dispiaccia il ruolo di passeggero ma da qualche anno sentivo l’esigenza di guidare e di avere una moto tutta mia.

Quali sono state le principali difficoltà che hai incontrato nell’imparare a guidare la moto?

Inizialmente la paura era tanta! Sono passata da un motorino di cilindrata 50 a una 650…non fosse altro che per le marce e il peso, all’inizio non nego di aver pensato: ma chi me lo sta facendo fare!!!???? Poi una volta presa la patente e comprata la moto è iniziata la sfida e direi che il risultato è soddisfacente! Le cose che più mi preoccupavano appena ho cominciato a guidare erano le altre macchine e….parcheggiarla! avevo il sacro terrore di farla cadere.

Che tipo di pilota sei? Prudente, sportiva, etc…

Che pilota sono? Bhè diciamo che giro per la mia bellissima Roma e dintorni e senza fretta e senza troppa follia. Non sono una spericolata, anzi sicuramente sono molto prudente! Ogni tanto commetto qualche errore ma Lella me lo perdona e mi insegna ogni giorno qualcosa di nuovo!

Molte ragazze considerano la moto un mezzo esteticamente ma molto scomodo per la vita quotidiana. Niente tacchi, niente gonna, etc… Cosa ti ha fatto innamorare della motocicletta?

…ritengo i tacchi decisamente più scomodi della moto!!!

Cosa consiglieresti ad altre ragazze incerte ma potenzialmente inclini all’acquisto di una moto?

Consigli?? Non credo di averne tanti da dare, la moto deve piacere, la devi sentire un po’ dentro. L’unica cosa che forse potrei consigliare è di iniziare con una moto facile, non troppo alta, che in qualche modo sia “rassicurante”. Per quanto mi riguarda la mia scelta è stata perfetta per iniziare! Non è una moto nervosa e scattante, ma era quello di cui io avevo bisogno. Non ritengo noi donne tutte uguali, abbiamo esigenze e bisogni differenti, quindi, semplicemente: ad ognuna la sua moto!

Molti uomini guidano la moto e non hanno interesse per gli aspetti meccanici, altri impazziscono. Tu sei curiosa oppure “basta che la moto cammini ed io sono felice” ?

Sono una donna curiosa in generale; mi piace sentire parlare di motori, qualcosa la capisco, qualcosa un po’ meno…sicuramente adoro il rumore del motore, più che le chiacchiere!

C’è un’esperienza particolarmente bella (una gita, un evento) che ti ha colpito al punto di volercela raccontare?

Negli ultimi anni ho viaggiato molto in moto, ma se devo essere sincera mi ricordo con emozione i giorni in cui ho imparato a guidare la mia moto: ho avuto la fortuna di poter imparare per le strade della Sardegna, nel mese di novembre. Le strade erano praticamente tutte per me! Eravamo Lella, io e il mare che ci guardava sorridendo! È stato bellissimo e indimenticabile, soprattutto perché ho avuto la consapevolezza di poter essere anche io un pilota!