GERMANIA: perde la ruota posteriore in autostrada

In questo blog ne abbiamo parlato spesso: la manutenzione della moto è una cosa fondamentale. Fatela, rispettate le scadenze e ricordate che chi mette le mani sulla vostra moto, in un modo o nell’altro, contribuisce a farvi rimanere in vita…o alla sorte contraria. Quello che vi sto per raccontare è un caso di negligenza e l’articolo originale è di Andrea Perfetti di Moto.it (qui trovate il link…sapete che odio copiare). Sostanzialmente un motociclista tedesco, impegnato a viaggiare in autostrada con la moglie, all’improvviso perde la ruota di dietro. La moto sbacchetta sempre di più fino a quando, inevitabilmente, finisce a terra con pilota e zavorrina. Fortunatamente nessuno si fa veramente male ma, ovviamente, all’arrivo della polizia vengono fatti immediatamente i primi rilievi e ciò che si scopre ha dell’incredibile.

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Sesta Edizione Motodays 2014: boom di affluenze e novità

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Roma dal 6 al 9 marzo si è trasformata nella capitale delle due ruote. Nei locali della Fiera, infatti, è andata in scena la sesta edizione della kermesse Motodays 2014, che ha offerto a tutti gli appassionati molti motivi per lustrarsi gli occhi. Tra le ultime novità del mercato e le nuove versioni tirate a lucido dei modelli più classici, praticamente tutte le più importanti case costruttrici del mondo non sono volute mancare all’appuntamento, arricchendo la quattro giorni romana come mai prima. Alla fine, i visitatori sono stati circa 143.800, numeri di tutto rispetto e in linea con le presenze dello scorso anno quando, però, ad attirare il pubblico c’erano, insieme a quelli del Motodays, anche gli stand del salone BiciLive dedicato alle biciclette. Le belle giornate di primavera che hanno baciato Roma all’inizio di marzo hanno sicuramente agevolato la partecipazione, così come la presenza delle bellissime ragazze che, in queste occasioni, non mancano mai in ogni stand.

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Piccola guida sulla scelta della migliore assicurazione online per la moto storica

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Il fascino delle moto d’epoca è talvolta impareggiabile, poiché unisce la passione per le due ruote al culto dell’oggetto in quanto espressione artistica di un determinato periodo storico. Dalle celeberrime sidecar alle Benelli, dalle Cagiva alle Triumph, passando per i modelli meno recenti di Harley Davidson: sono queste le moto che hanno fatto la storia, quelle che regalano emozioni soltanto nel vederle sfrecciare tra le strade della città. Ovviamente nella categoria delle moto d’epoca non rientrano tutti i modelli prodotti nel corso della storia, ma soltanto alcuni che sono stati catalogati come tali per specifiche ragioni, la cui lista viene stilata dalla Federazione Motociclistica Italiana. Vengono considerati come tali anche i mezzi iscritti all’Asi, acronimo di Automotoclub Storico Italiano.

I benefici che si possono ottenere da proprietario di un mezzo di questa tipologia sono molteplici, come ad esempio i bassissimi costi di assicurazione, specie se la scelta cade su una polizza online: oggigiorno infatti è possibile consultare le migliori offerte in ambito assicurativo per il proprio veicolo storico direttamente in internet, in pochi e semplici click, consultando i siti specializzati nella vendita di tali polizze. Negli ultimi tempi il mondo delle assicurazioni ha subito profondi mutamenti proprio grazie alla loro diffusione: consultare quindi questi portali specializzati nel confronto della migliore assicurazione per la propria moto storica è di grande aiuto all’utente che, in pochi e semplici passaggi può scegliere il prodotto più vantaggioso e adatto alle proprie esigenze.

Grazie alla rete la competitività è aumentata esponenzialmente ed è conseguentemente aumentata la possibilità di risparmiare e scegliere una polizza su misura che soddisfa a pieno le esigenze di qualsiasi tipologia di utente. Le assicurazioni online si rivelano funzionali anche in termini di risparmio di tempo, non solo di denaro. Non sarà più necessario recarsi di persona presso la sede della compagnia assicurativa, ma saranno sufficienti pochi minuti e una buona dose di attenzione per operare la scelta migliore ed usufruire dei vantaggi presenti tra le numerose offerte online. Oltre alla convenienza dei costi di assicurazione, bisogna ricordare che per quanto concerne i veicoli d’epoca non è previsto nemmeno il pagamento del bollo statale e nel contratto assicurativo è compresa di base la guida libera, senza vincoli specifici inerenti all’intestatario del mezzo.

L’unica imposta fissa riguarda la tassa di circolazione, che avrà la validità di un anno a prescindere dal mese in cui la si paga. I costi di una polizza per un veicolo di interesse storico possono essere inferiori a quelli di una normale aliquota assicurativa di circa il 70%. Per sapere se il proprio veicolo rientra nella lista dei “prescelti” è sufficiente dare uno sguardo al catalogo della FMI e verificare la corrispondenza con il modello posseduto. Negli ultimi tempi però, grazie all’avvicendamento di Sticchi Damiani alla presidenza dell’Aci, sono sorte nuove proposte riguardo i criteri di classificazione dei veicoli d’epoca.

 Oltre alla presenza nella lista redatta dall’ente stesso o dalla FMI come riportato sopra, potrebbero essere classificati come mezzi di interesse storico tutti quelli aventi più di quarant’anni d’età. Questa proposta ha sicuramente fatto storcere il naso sia ai più attenti che agli assicuratori: infatti se così fosse molti mezzi di scarso interesse culturale sarebbero posti sullo stesso livello dei veicoli d’epoca. Ma, mentre nella maggior parte dei casi il mezzo storico gode di un’attenzione ed una cura da parte del proprietario che sovente raggiunge la maniacalità, lo stesso non si può dire di un qualsiasi veicolo datato. Quest’ultimo potrebbe semplicemente inquinare in modo maggiore ed essere sconveniente per una compagnia assicurativa in quanto meno sicuro di quelli di recente produzione. Per ora la questione rimane aperta, di certo allo stato attuale delle cose questa soluzione rimane piuttosto ambigua, se non addirittura semplicistica.

Sicurezza e Moto: il kit di pronto soccorso

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Più volte all’interno di questo blog, abbiamo fatto riferimento alla sicurezza. Abbiamo affrontato il tema della sicurezza alla guida, dando semplici consigli ai piloti. Abbiamo trattato la sicurezza degli abiti tecnici, offrendo articoli, recensioni e interviste. Oggi parliamo dell’aspetto più critico: gli incidenti.La sicurezza, durante un sinistro, è qualcosa che, generalmente, affidiamo a terzi. C’è la polizia che cura gli aspetti legati alla viabilità e al sinistro. L’assicurazione cura l’aspetto economico. L’ospedale cura la salute e il vostro recupero. Ma se l’ospedale non ci fosse? Non così velocemente come credete…

Molti piloti sono all’oscuro che per viaggiare in Austria e Germania, è OBBLIGATORIO avere a bordo della moto un kit di primo soccorso. Lo sanno bene molti enduristi che, sperimentando cadute lontano dai centri abitati, si sono dovuti rimboccare le maniche e risalire in sella fino a quando l’adrenalina copriva dolore e lucidità. Tuttavia, benché speriamo tutti che non capiti mai, l’adrenalina e la fortuna non bastano. A volte, purtroppo, ci si fa male e non sempre si riesce a chiamare l’ambulanza con facilità. In questi casi, quindi, è opportuno avere sulla propria moto uno di questi kit in modo da prestare il giusto soccorso sia a se stessi che, eventualmente, al passeggero.

Cominciamo con il dire che questi kit non superano quasi mai i 20 euro. Cifra più che abbordabile, considerata la dotazione e il vantaggio che ne deriva. Ma vediamo le caratteristiche ed il contenuto. Per prima cosa assicuratevi che il kit sia omologato DIN 13167 . A differenza di molti siti (quasi tutti a dire il vero), cerchiamo di fare chiarezza su questa sigla. DIN sta per Deutsches Institut Fur Normung ed è un istituto che si occupa della definizione di standard. Lo standard 13167 è specifico per la sicurezza dei motociclisti. Esiste, tra l’altro, una recentissima versione del testo marcata gennaio 2014 che, al momento della scrittura dell’articolo, è disponibile solo in lingua tedesca. In alternativa ci sono edizioni anche inglesi. Per darvi un’idea di come è composto il documento, il sito mette a disposizione degli indici consultabili (questo è quello della versione 2013). I documenti, infatti, sono a pagamento!  L’omologazione è fondamentale per garantire che vi siano tutti gli strumenti più idonei al primo soccorso “motociclistico” e generalmente all’interno del kit si trovano:

  1. Rocchetto cerotto 5mm x 2,5 cm (x1): il cerotto a rocchetto consente una migliore prestazione poichè non è legato ad una forma geometrica limitata. È (perdonate il parallelismo) una sorta di rotolo di carta igienica adesiva, ovviamente di dimensioni veramente ridotte. È più semplice da applicare.
  2. Fasciature adesive 10 cm x 6 cm (x8): la fasciatura adesiva consente di mantenere la trazione grazie al leggero potere aderente. In tal modo non sarà necessario applicare fermi metallici o cerotti speciali per fermare la garza.
  3. Bende – tampone sterili di misura media (x2):  i tamponi sono usati per assorbire i liquidi organici (come ad esempio il sangue) e garantire una migliore gestione delle ferite.
  4. Telo sterile TNT 60 cm x 80 cm (x1): il telo garantisce un isolamento dalla terra e quindi un campo più sicuro in cui riporre il ferito.
  5. Copertura isotermica oro/argento (x1): questo telo ha due funzioni diverse, una per lato. Il lato oro protegge dal freddo. Il lato argento protegge dal caldo.
  6. Paio di forbici taglia bendaggi (x1): necessarie per tagliare il cerotto a rocchetto ad esempio.
  7. Guanti in vinile (x4): per mantenere l’isolamento e la sterilità degli operanti.
  8. Manuale 1 soccorso (x1): per garantire il corretto intervento in caso di primo soccorso.

Come forse noterete, però, all’interno di questa dotazione (presente nei kit in commercio) non compare alcun disinfettante. Per questo motivo, in molti kit, viene aggiunto anche del disinfettante, sotto forma di salviettine umidificate, un laccio emostatico (fondamentale quando i tagli profondi lacerano vene e arterie) e, alcuni, anche la protezione per la respirazione artificiale in modo che il soggetto che presta soccorso non entri a diretto contatto con l’incidentato. Il Ministero degli Affari Esteri, in collaborazione con l’ACI, ha realizzato un portale ormai noto ai viaggiatori: Viaggiare Sicuri che, per l’appunto, raccomanda di rispettare gli obblighi di paesi come l’Austria o la Germania, nell’avere dentro il proprio veicolo (moto incluse) il giubbotto giallo di sicurezza e il kit di primo soccorso.

Vi raccomando di valutare con attenzione l’acquisto di questo kit (indipendentemente dal viaggio in questi paesi). Tenete presente che  la validità del kit è data da tre fattori:

1) I prodotti all’interno non devono essere scaduti.

2)Deve essere a chiusura ermetica.

3)Deve esserci l’omologazione DIN 13167.

Per chi vuole andare in questi paesi è giusto che sappia che, generalmente in prossimità del confine, questi kit si trovano in vendita anche negli autogrill.

Moto mia ma quanto mi costi?

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Oggi vorrei parlarvi di una delle principali ragioni/credenze che spingono le persone potenzialmente appassionate alle moto, a non avvicinarsi a questo fantastico mondo: i costi.  Tutto ruota intorno ad un’affermazione piuttosto scontata:

La moto è un mezzo costoso

Lungi da me cercare di dimostrare il contrario. Sarebbe impossibile sul piano prettamente numerico. La moto è un mezzo molto costoso ma, e questo è altrettanto vero, è un mezzo che vive di controsensi. Un motociclista appassionato si diverte anche quando piove, quando fa freddo, quando ci sono curve e tornanti impegnativi. Questo perché la moto è, a differenza della macchina, un mezzo estremamente più “intimo” e personale. L’esperienza di guida cambia così tanto da rendere ogni esperienza unica. Un cambio gomme, per un motociclista, diviene un momento di assoluta criticità paragonabile all’appuntamento che le donne prendono con il loro parrucchiere.

Una moto costa, mediamente, 2.500 – 3.500 euro all’anno tutto incluso (assicurazione, bollo, rifornimenti, etc…). Stiamo parlando di un 750 sportivo (230Km di autonomia) , guidato da un ragazzo di 25 anni, tutti i giorni dell’anno. Il costo è, in gran parte, fatto lievitare da un’assicurazione che si conquista circa il 70% del peso della spesa se confrontato con le altre tipologie di voci (accessori, manutenzione, etc…).

Questo costo, però, è comprensivo di un valore intangibile: il benessere. Il motociclista gode nel guidare un mezzo in cui può ritrovarsi e questo avviene tanto in una strada assolata, quanto nella difficoltà di una città trafficata e sommersa dalla pioggia. In sostanza il costo è compensato di un piacere che, diciamoci la verità, in macchina non si prova quasi più se non andando fuori città o in tarda notte, quando le strade sono deserte e i semafori lampeggianti.

Ma si possono abbattere i costi?

Nel mondo motociclistico, ad eccezione del ramo assicurativo (vera spada di Damocle), i costi ormai oscillano in tutte le direzioni. I prodotti più anonimi e commerciali, che garantiscono una qualità discreta, sono accessibili a tutti. Il prezzo poi può salire fino a pagare un paio di guanti circa 1000 euro. Una spesa forse eccessiva ma che garantisce che le vostre mani siano salve anche superati i 150 chilometri orari mentre correte in pista. La vostra sicurezza ha un prezzo che dovete stabilire voi!

Gli abiti da pioggia sono la stessa cosa. Avete il nylon: poco costoso, assolutamente protettivo dall’acqua, che si trasforma in una camera per farvi sudare non appena avete chiuso metà cerniera.

Poi c’è la cordura. Apparentemente spacciata per impermeabile, in realtà parzialmente impermeabile perché tollerante ad un’elevata colonna d’acqua e poi…poi diventa come latte e pan di stelle. Una pappetta umida.

Ingine c’è il goretex. Impermeabile, salvo conche d’acqua stagnante nelle pieghe della giacca, e traspirante. Bello vero? Il tessuto più costoso ma, con una grande resistenza e durabilità.

Ma il paradosso è quando si è principianti, nell’auspicare un risparmio e per la poca esperienza, si finisce per commettere degli errori madornali. Si comprano prodotti appena discreti, si è costretti a ricomprare abiti con, però, una qualità superiore. Insomma, si spende il doppio. Non fatevi intimorire dalle spese. Basta una buona pianificazione e l’intelligenza di ricordare che nessuno vi regala niente. Un investimento iniziale sull’attrezzatura e l’accortezza nell’utilizzo vi faranno risparmiare soldi. Non lasciatevi intimorire quindi e ricordate che nessun’auto (o quasi nessuna) potrà regalarvi quella sensazione di libertà che una moto può darvi anche solo accendendo il motore.

Uno strumento per mille usi

Oggi voglio presentarvi un tool che ho sviluppato di mia mano e che consente, con un pochino di precisione, di tenere sotto controllo tutti i principali parametri di consumo della vostra motocicletta. Il programma non ha nome e funziona singolarmente per moto. Fondamentalmente il programma si occupa di:

  • Registrare e monitorare i consumi di carburante;
  • Effettuare statistiche circa tali consumi (rifornimento più costoso, meno costoso, chilometri a litro effettivi, etc…);
  • Registrare i consumi di accessori, assicurazione, bollo, etc…;
  • Effettuare statistiche annuali, con possibilità di applicare filtri;
  • Registrare il consumo dei treni di gomme;
  • Possibilità di effettuare statistiche circa il consumo del treno installato con la predizione sul quando andrà cambiato;
  • Registrare i tagliandi da effettuare, con possibilità di segnalazione quando si è vicino al chilometraggio fatidico;
  • Predizione della data del prossimo tagliando;
  • Reportistica unificata in cui è possibile avere tutti i dati in modo ordinato.

Lo strumento è consultabile online tramite un apposito lettore disponibile per PC, MAC e iPhone/iPad/iPod. Di seguito qualche immagine esplicativa. Tra l’altro sto cercando anche persone per testare le funzionalità.

Senza dubbio richiede molto zelo (ogni pieno richiede di essere registrato e documentato) ma alla fine comporta molto meno sforzo di quanto uno non pensi. Il vantaggio è impressionante. Ovviamente funziona sa su rete wi-fi che su 3G.