BMW ci porta alla fine del mondo!

VdM-NordKap2014

Inizia così il 2014 di BMW: con il manifesto “The Road to Nordkapp” e una frase:

Siete pronti ad affrontare l’irruenza del mare del Nord?
O a godervi lo spettacolo del sole di mezzanotte?
E a percorrere sterminate terre deserte?

L’appuntamento con il Nordkapp è diventato un’attesa gradita a tutti i piloti di BMW GS e non solo ed il motivo è uno solo: uno splendido viaggio a bordo di una splendida moto. Chiunque può partecipare al concorso, come spiega la stessa BMW:

Partecipando al contest “The Road to Nordkapp” potrete avere la possibilità di guidarle fino al limite più estremo, per raggiungere la destinazione da sempre sognata da ogni motociclista viaggiatore: Capo Nord

In particolare ci si rivolge tanto alla BMW R 1200 GS  Adventure 2014, quanto al maxi tourer  R 1200 RT. Il sorteggio riguarderà due fortunati che accompagnati dallo staff tecnico BMW percorreranno gli oltre 4.000 chilometri che separano la partenza dall’estremo punto del mondo. Per partecipare basta andare in una concessionaria BMW e ritirare la cartolina di partecipazione. Infine, dal primo febbraio, sarà possibile iscriversi online. Oltre che per i meravigliosi scenari naturali (ve lo garantisco personalmente, ci sono stato anche se non in moto), il Nordkapp è celebre per il sole di mezzanotte di cui, per evitare spiegazioni noiose, vi do evidenza con una foto.

sole di mezzanotte

Si parte venerdi 4 luglio dalla sede di BMW Italia a San Donato Milanese e, attraverso un percorso affascinante che toccherà anche la nuova edizione del raduno BMW Motorrad Days a Garmisch-Partenkirchen, si proseguirà verso Nord alla ricerca del limite estremo dell’Europa. I dettagli del viaggio e il programma delle singole tappe verranno comunicati successivamente ma nel frattempo potete dilettarvi andando a ritirare la cartolina presso una delle concessionarie BMW Motorrad e, soprattutto, pregustando il viaggio leggendo il regolamento!

E tu che fai? Non partecipi?

AGV: una delusione

AGV-Logo

Premessa

Quello che state per leggere è una cosa che mi è capitata direttamente qualche anno fa. Ero molto incerto se scrivere questo articolo ma, per dovere di cronaca, ritengo giusto scrivere quanto mi è accaduto e di come AGV ha trattato un suo cliente.

Antefatto

All’epoca indossavo uno splendido RS1 Marushin, un casco in carbonio da 1,100 Kg. A causa di un incidente il casco aveva riportato una lesione nella zona occipitale (posteriore) della calotta. Come vuole la prassi (ragazzi è importante questa cosa), ho cambiato immediatamente il casco e, rivolsi la mia attenzione a quelli che avevano il punteggio più alto al test Sharp (ne abbiamo parlato qui). Scelsi così un casco AGV T-2 per tre motivi:

  1. È prodotto da una ditta italiana!
  2. Il punteggio era pieno.
  3. Il rapporto qualità/prezzo/estetica era estremamente invitante.

Essendo un casco professionale, era comunque molto elevato come prezzo ma, per la propria sicurezza si sa, non si bada a spese.

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Il problema

Dopo pochi mesi dall’impiego del casco, il tessuto di alcune zone interne, iniziò a logorarsi e a spaccarsi. La fibia di aggancio (con la classica doppia D), iniziò a “sfibrarsi” e ad “aprirsi”. Ovviamente, per quel prezzo e, paragonandolo al Marushin, rimasi allibito e scrissi una mail alla AGV. Il risultato fu…nessuna risposta! La mail, che non conteneva minacce, parolacce, insulti ma un tono abbastanza sostenuto di lamentela, non ebbe alcun seguito nonostante fosse corredata di foto che testimoniassero lo stato in cui verteva il casco. Foto che, per trasparenza verso di voi, ho deciso di allegare all’articolo.

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Come potete constatare voi stessi dalle due foto, il primo danno (apparentemente causato dal logoramento del tessuto) è più serio del secondo che, a pochi mesi di distanza dall’acquisto, ha iniziato a proporsi sotto forma di sbilanciamento. Il costo del casco, che si aggirava intorno ai 200 euro, non giustificava il silenzio di AGV. Nessuno, infatti, si aspetta che il prodotto sia perfetto. Può capitare un prodotto affetto da problemi. Ma nessun produttore dovrebbe permettersi, davanti ad una mail di reclamo, di ignorare tale comunicazione. Il risultato? Giudicate voi, per me AGV è una delusione e, state tranquilli, che non acquisterò più loro prodotti perché, sinceramente, non mi piace l’idea di essere abbandonato  dopo l’acquisto.

Moto mia ma quanto mi costi?

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Oggi vorrei parlarvi di una delle principali ragioni/credenze che spingono le persone potenzialmente appassionate alle moto, a non avvicinarsi a questo fantastico mondo: i costi.  Tutto ruota intorno ad un’affermazione piuttosto scontata:

La moto è un mezzo costoso

Lungi da me cercare di dimostrare il contrario. Sarebbe impossibile sul piano prettamente numerico. La moto è un mezzo molto costoso ma, e questo è altrettanto vero, è un mezzo che vive di controsensi. Un motociclista appassionato si diverte anche quando piove, quando fa freddo, quando ci sono curve e tornanti impegnativi. Questo perché la moto è, a differenza della macchina, un mezzo estremamente più “intimo” e personale. L’esperienza di guida cambia così tanto da rendere ogni esperienza unica. Un cambio gomme, per un motociclista, diviene un momento di assoluta criticità paragonabile all’appuntamento che le donne prendono con il loro parrucchiere.

Una moto costa, mediamente, 2.500 – 3.500 euro all’anno tutto incluso (assicurazione, bollo, rifornimenti, etc…). Stiamo parlando di un 750 sportivo (230Km di autonomia) , guidato da un ragazzo di 25 anni, tutti i giorni dell’anno. Il costo è, in gran parte, fatto lievitare da un’assicurazione che si conquista circa il 70% del peso della spesa se confrontato con le altre tipologie di voci (accessori, manutenzione, etc…).

Questo costo, però, è comprensivo di un valore intangibile: il benessere. Il motociclista gode nel guidare un mezzo in cui può ritrovarsi e questo avviene tanto in una strada assolata, quanto nella difficoltà di una città trafficata e sommersa dalla pioggia. In sostanza il costo è compensato di un piacere che, diciamoci la verità, in macchina non si prova quasi più se non andando fuori città o in tarda notte, quando le strade sono deserte e i semafori lampeggianti.

Ma si possono abbattere i costi?

Nel mondo motociclistico, ad eccezione del ramo assicurativo (vera spada di Damocle), i costi ormai oscillano in tutte le direzioni. I prodotti più anonimi e commerciali, che garantiscono una qualità discreta, sono accessibili a tutti. Il prezzo poi può salire fino a pagare un paio di guanti circa 1000 euro. Una spesa forse eccessiva ma che garantisce che le vostre mani siano salve anche superati i 150 chilometri orari mentre correte in pista. La vostra sicurezza ha un prezzo che dovete stabilire voi!

Gli abiti da pioggia sono la stessa cosa. Avete il nylon: poco costoso, assolutamente protettivo dall’acqua, che si trasforma in una camera per farvi sudare non appena avete chiuso metà cerniera.

Poi c’è la cordura. Apparentemente spacciata per impermeabile, in realtà parzialmente impermeabile perché tollerante ad un’elevata colonna d’acqua e poi…poi diventa come latte e pan di stelle. Una pappetta umida.

Ingine c’è il goretex. Impermeabile, salvo conche d’acqua stagnante nelle pieghe della giacca, e traspirante. Bello vero? Il tessuto più costoso ma, con una grande resistenza e durabilità.

Ma il paradosso è quando si è principianti, nell’auspicare un risparmio e per la poca esperienza, si finisce per commettere degli errori madornali. Si comprano prodotti appena discreti, si è costretti a ricomprare abiti con, però, una qualità superiore. Insomma, si spende il doppio. Non fatevi intimorire dalle spese. Basta una buona pianificazione e l’intelligenza di ricordare che nessuno vi regala niente. Un investimento iniziale sull’attrezzatura e l’accortezza nell’utilizzo vi faranno risparmiare soldi. Non lasciatevi intimorire quindi e ricordate che nessun’auto (o quasi nessuna) potrà regalarvi quella sensazione di libertà che una moto può darvi anche solo accendendo il motore.

MIDLAND BTNEXT: una piacevole scoperta

Ed eccoci finalmente alla recensione del Midland BTNext: l’auricolare bluetooth della Midland, nonché top di gamma. Innanzitutto vi chiedo scusa per le foto, sono penose e sfocate ma l’iPhone ha deciso di darmi problemi proprio durante questi importanti scatti (o era l’emozione che faceva tremare la mano). Iniziamo senza indugi la recensione di questo splendido auricolare.

Una presentazione d'effetto...

Una presentazione d’effetto…

La confezione, come potete notare, è elegante e di effetto ed è composta dall’auricolare e, al piano inferiore, dagli accessori per il montaggio, dalle istruzioni e dal CD di installazione in cui è presente software e manualistica digitale. La prima osservazione importante è che l’auricolare MIDLAND viene consegnato dotato di entrambi i microfoni (sia quello da casco modulare, che quello da casco integrale) a differenza del CellularLine. Quello che mi ha stupito è la “grandezza” dell’apparato che risulta gradevole e facilmente “tastabile” senza eccedere. L’auricolare è connesso a cuffie e microfono tramite attacchi particolari di cui vi riporto alcune foto estratte dalla galleria.

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I connettori interni

I connettori interni

L’attacco di questi connettori è estremamente piacevole. Si sente una notevole solidità nel far scorrere i due contatti a differenza di quanto accade con altri apparati da me usati. Cuffie e microfono sono fissati nel casco mediante il velcro, una scelta comune che, però, a volte crea qualche particolare. Il mio AGV T-2 ha una superficie liscia e mal orientata verso l’installazione di velcro. La colla, per quanto potente, non attacca come dovrebbe. Controllate che il tessuto sia quello giusto o fate attenzione a come fissate il velcro.

Un aspetto interessante è il funzionamento. Sostanzialmente la centralina è composta da 3 tasti: avanti, tasto centrale e indietro. Il tasto centrale serve a poco. Molte delle operazioni richiedono l’impiego del tasto avanti o indietro. In questo caso i tasti sono di facile utilizzo perché appuntiti e facilmente tastabili.

Una menzione particolare va al comparto software. In sostanza è possibile aggiornare e impostare la centralina con estrema facilità anche se l’installazione del software è un po’ ostica. In sostanza, dopo aver effettuato l’installazione normalmente, occorre sostituire un driver manualmente ma la procedura è resa molto semplice dalla documentazione scaricabile sul sito. Detto questo nel pannello di controllo software è possibile configurare molti aspetti tra cui sensibilità del microfono, stazioni radio, etc… L’applicazione è funzionante anche con macchina virtuale (io ho solo Mac ;-).

Screenshot del software di aggiornamento firmware Midland

Screenshot del software di aggiornamento firmware Midland

Una cosa estremamente corretta è la possibilità di fare modifiche alla configurazione anche dalla centrale stessa, tramite una combinazione di tasti presente sul manuale.

Molto carine anche alcune funzioni tra cui la risposta vocale alla chiamata e, per chi si stesse domandando se fosse possibile rispondere accidentalmente alla telefonata,  vi dico che la funzione si attiva dal terzo squillo. Avete tutto il tempo per annullare la telefonata.

Nessun problema di accoppiamento tra la centrale e il telefono. Per qualsiasi informazione mandate un commento: sarò felice di rispondervi. Ovviamente documentazione e software sono in italiano.

Come scegliere un casco sicuro: SHARP TEST

Abbiamo parlato molte volte di sicurezza in moto. Sicurezza dei guanti, delle giacche, dei pantaloni, delle protezioni ma il casco? Come è possibile sapere se un casco è effettivamente sicuro? In fondo, tutti i caschi, per essere commercializzati, devono rispettare determinate normative ma non sono tutti uguali. Come è possibile sapere quali caschi sono più sicuri? Un modo c’è, è scientifico e viene dall’Inghilterra, si chiama SHARP TEST

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