Una ricarica e mezzo

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Come promesso, vi mostro innanzitutto la foto della batteria BMW sotto ricarica. Era carica ad un quarto e sta ancora caricando. La cosa divertente sono i dati che leggete di seguito:

Ho acquisto la moto nel settembre 2013

La moto è del 2010

La batteria dovrebbe esser stata montata entro il 2011

La batteria è stata ricaricata (suppongo la prima volta) nel 2009

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Fondamentalmente non ci sarebbero anomalie in questo, se non per il fatto che dopo dal 2010 ad oggi sono passati 3 anni e forse, con l’acquisto, avrebbero potuto cambiarla.

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Arriva il freddo e se ne vanno le batterie !

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Pare sia risaputo che le moto BMW GS soffrano di un piccolo “difetto”. Con l’arrivo del freddo, perdano la capacità di accendersi “a freddo”. La batteria, in sostanza, non sembra essere di particolare qualità. Un fenomeno che, personalmente, trovo piuttosto curioso se considerassimo il fatto che in Germania ci sono temperature ben più rigide che in Italia. Ad ogni modo, girovagando nei forum, mi sono fatto un’idea molto chiara del problema e ho scelto una soluzione che vorrei raccomandarvi.

In sostanza il problema riguarda l’accensione a freddo. Il GS effettua il pre-ride correttamente ma quando si va ad accendere il motore, un rumore metallico sostituisce il rombo, seguito subito dopo da un singhiozzo smorzato. A questo punto, se tutto va bene, il motore tedesco parte. Altrimenti, come molti utenti hanno riferito, c’è il silenzio. È da tenere presente che il problema si verifica a freddo e non a caldo e quindi una volta partita la moto è “inarrestabile”.

Per risolvere il problema ho provveduto al cambio della batteria con una al litio: molto più leggera e compatibile con il GS come è possibile leggere da questa descrizione. Vi farò sapere come funziona questo nuovo gioiello ma intanto godiamoci il natale e le batterie “tropicali” della BMW!

Imparare a fare Off-Road? Enduro Camp!

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Oggi vorrei parlarvi di un’iniziativa fantastica. Si chiama “Enduro Camp” ed è una scuola per imparare il fuori strada. L’iniziativa è promossa da Motorex, Marmorata Machine, Moto Days e Run X Fun. I corsi di avviamento si articolano su 3 giorni con base presso la sede di Orte (VT) ed il programma sarà il seguente:

  • Venerdì sera ritrovo ad Orte e, durante la cena, i tecnici di Run For Fun monteranno gomme adeguate sulle moto dei partecipanti.
  • Sabato e domenica mattina verranno dedicati alla didattica ed alle uscite su itinerari specifici senza la presenza di mulattiere feroci e la domenica pomeriggio le moto verranno risommate con le coperture originarie.

Durante l’anno verranno organizzate uscite di livello superiore dedicate a chi ha già frequentato uno dei corsi di avviamento, per perfezionare la propria tecnica di guida. Ovviamente c’è la possibilità di noleggio di moto ed attrezzature direttamente presso la sede centrale.

Per maggiori informazioni:

http://www.runxfun.it

info@runxfun.it

+39 348 3311582

Moto mia ma quanto mi costi?

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Oggi vorrei parlarvi di una delle principali ragioni/credenze che spingono le persone potenzialmente appassionate alle moto, a non avvicinarsi a questo fantastico mondo: i costi.  Tutto ruota intorno ad un’affermazione piuttosto scontata:

La moto è un mezzo costoso

Lungi da me cercare di dimostrare il contrario. Sarebbe impossibile sul piano prettamente numerico. La moto è un mezzo molto costoso ma, e questo è altrettanto vero, è un mezzo che vive di controsensi. Un motociclista appassionato si diverte anche quando piove, quando fa freddo, quando ci sono curve e tornanti impegnativi. Questo perché la moto è, a differenza della macchina, un mezzo estremamente più “intimo” e personale. L’esperienza di guida cambia così tanto da rendere ogni esperienza unica. Un cambio gomme, per un motociclista, diviene un momento di assoluta criticità paragonabile all’appuntamento che le donne prendono con il loro parrucchiere.

Una moto costa, mediamente, 2.500 – 3.500 euro all’anno tutto incluso (assicurazione, bollo, rifornimenti, etc…). Stiamo parlando di un 750 sportivo (230Km di autonomia) , guidato da un ragazzo di 25 anni, tutti i giorni dell’anno. Il costo è, in gran parte, fatto lievitare da un’assicurazione che si conquista circa il 70% del peso della spesa se confrontato con le altre tipologie di voci (accessori, manutenzione, etc…).

Questo costo, però, è comprensivo di un valore intangibile: il benessere. Il motociclista gode nel guidare un mezzo in cui può ritrovarsi e questo avviene tanto in una strada assolata, quanto nella difficoltà di una città trafficata e sommersa dalla pioggia. In sostanza il costo è compensato di un piacere che, diciamoci la verità, in macchina non si prova quasi più se non andando fuori città o in tarda notte, quando le strade sono deserte e i semafori lampeggianti.

Ma si possono abbattere i costi?

Nel mondo motociclistico, ad eccezione del ramo assicurativo (vera spada di Damocle), i costi ormai oscillano in tutte le direzioni. I prodotti più anonimi e commerciali, che garantiscono una qualità discreta, sono accessibili a tutti. Il prezzo poi può salire fino a pagare un paio di guanti circa 1000 euro. Una spesa forse eccessiva ma che garantisce che le vostre mani siano salve anche superati i 150 chilometri orari mentre correte in pista. La vostra sicurezza ha un prezzo che dovete stabilire voi!

Gli abiti da pioggia sono la stessa cosa. Avete il nylon: poco costoso, assolutamente protettivo dall’acqua, che si trasforma in una camera per farvi sudare non appena avete chiuso metà cerniera.

Poi c’è la cordura. Apparentemente spacciata per impermeabile, in realtà parzialmente impermeabile perché tollerante ad un’elevata colonna d’acqua e poi…poi diventa come latte e pan di stelle. Una pappetta umida.

Ingine c’è il goretex. Impermeabile, salvo conche d’acqua stagnante nelle pieghe della giacca, e traspirante. Bello vero? Il tessuto più costoso ma, con una grande resistenza e durabilità.

Ma il paradosso è quando si è principianti, nell’auspicare un risparmio e per la poca esperienza, si finisce per commettere degli errori madornali. Si comprano prodotti appena discreti, si è costretti a ricomprare abiti con, però, una qualità superiore. Insomma, si spende il doppio. Non fatevi intimorire dalle spese. Basta una buona pianificazione e l’intelligenza di ricordare che nessuno vi regala niente. Un investimento iniziale sull’attrezzatura e l’accortezza nell’utilizzo vi faranno risparmiare soldi. Non lasciatevi intimorire quindi e ricordate che nessun’auto (o quasi nessuna) potrà regalarvi quella sensazione di libertà che una moto può darvi anche solo accendendo il motore.

Valigie laterali: l’odissea finisce…vincono le Trax

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Questo pomeriggio è finita l’odissea delle valigie laterali in alluminio. È finita con la mia moto dentro il negozio Marmorata. Il preziosissimo Paolo, guardando il terminale Akrapovic, mi ha detto queste testuali parole:

Il kit Trax è compatibile. Mi ci gioco mia nonna.

Tutto sta nel capire se la nonna di Paolo è viva…scherzi a parte, essendo venuto a piovere, mi ha detto direttamente:

Metti la moto in negozio. Ti monto io tutto.

E con queste premesse il BMW GS 800 F è entrato nel negozio di Marmorata e Paolo ha iniziato a montare il tutto. Vi confermo che:

  1. Il telaio Trax è compatibile con il terminale Akrapovic
  2. L’installazione è compatibile con la piastra per il toccasse vario di BMW. Quindi, per farla semplice, avrete la vostra valigia in alluminio, senza dover rinunciare al topcase della marca tedesca.

Il prezzo? 475,00 euro compreso di:

  1. Telaio rimovibile SW Motech
  2. Borsa sinistra da 33 litri
  3. Serratura di bloccaggio al telaio e di serratura di bloccaggio della valigia.

Tempo di installazione un’ora e quaranta minuti comodi a chiacchierare con tutta la calma del mondo.

Hepco&Becker fallisce con le valigie Gobi ecco perché….

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Qualche settimana fa nell’articolo relativo alla compatibilità delle valigie in alluminio ed il terminale Akrapovic, un utente di nome Roberto lasciò un commento molto prezioso in cui, tra l’altro, parlava delle famose :

Le valigie che tu hai proposto (Hepco&Becker, Gobi) non sono bellissime, rispetto le meravigliose MyTech, ma alla fine, ha senso spendere un patrimonio per poi ritrovarsi con le valigie aperte SOLO perché la “bimba pachiderma” ha deciso di farsi un riposino? Credo che venderò il kit MyTech presto, per acquistare le Gobi. Brutte ma comode e resistenti.

Avevo chiesto a Roberto, via mail di tenermi aggiornato e questa sera, con una lodevole solerzia, Roberto è tornato a farsi sentire dandomi una notizia a dir poco sconcertante. Leggete qui:

Ciao Iena,
news sulle GOBI.

Da un rivenditore molto affidabile ed onesto, ho saputo che le GOBI a lungo andare, cominciano a perdere aderenza sugli attacchi con conseguenti scricchioli, rumori e vibrazioni come si dovessero staccare da un momento all’altro.

In particolare ciò avviene quando le GOBI vengono lasciate sotto il sole, abbastanza ovvio per le moto (non credi?). Inoltre pesano un botto rispetto altre soluzioni.

In particolare il rivenditore Wunderlich, mi ha detto che oltre tre clienti hanno riscontrato il problema sopra esposto con conseguente richiesta di cambio in garanzia. Cambiate, ma dopo un po’ solito problema di prima ;-(

Sto valutando le Xplorer sempre della Hepco. Vedremo.

Ciao.

Roberto

La testimonianza ri Roberto è importante e per questo non mi stancherò mai di ringraziarlo. Questo blog è utile grazie anche ai vostri commenti e alla vostra collaborazione. Bene Roberto, risponderò con piacere alla tua domanda. Essenzialmente il problema è semplice: le Gobi sono di plastica e il sole tende a spaccare la plastica. Può volerci più tempo ma la plastica al sole si cristallizza e si spacca. Non mi sorprende ed è stato, da sempre, un elemento che mi ha fatto dubitare delle Gobi oltre a quello, più logico, che se ti si storce l’alluminio forse riesci a raddrizzarlo con qualche martellata ma la plastica è “andata” e in viaggio potrebbe essere un problema.

Nel frattempo invece, vi segnalo che mi ha scritto la Touratech confermandomi piena compatibilità tra il terminale Akrapovic e le valige Zega Pro. Ecco il messaggio:

Buongiorno
Non vi sono problemi con il terminale Akra da lei installato.
Saluti

G.

Detto questo, e ringraziando nuovamente Roberto per la collaborazione, mi auguro che nessuno di voi, al momento, abbia fatto l’acquisto delle Gobi e speriamo che in futuro la Hepco&Becker possa risolvere il problema.