BMW F800GS: Il caricatore USB che carica a singhiozzi

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Questa mattina mi sono deciso a risolvere un problema che, da circa due mesi, affliggeva la mia moto. Il problema, intendiamoci, si è presentato da subito. Ho notato che, quando inserivo il carica iPhone nella presa di corrente sul finto serbatoio, la carica arrivava a singhiozzi. Il manuale BMW segnala, a pagina 78, un laconico:

In caso di tensione della batteria insufficiente o di superamento del carico ammissibile la presa viene disattivata automaticamente.

Dopo un rapido consulto con alcuni conoscenti su internet, uno di questi mi ha fatto notare che alcuni caricatori, al fine di garantire una carica più veloce, scaldavano parecchio proprio perchè assorbivano troppo. Non a caso, quando sono andato a prendere il telefonino ieri, mi sono reso conto di quanto scottasse. In precedenza avevo dato la colpa al caldo ma, in questi giorni autunnali, la temperatura è decisamente diversa. La soluzione è affidarsi ad un caricatore diverso, magari consigliato da qualcuno che non ha questo stesso problema. Mi sembrava un consiglio utile da dare a chi, come me, non sapeva dove sbattere la testa.

Quando la moto è Donna

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Ultimamente sulle strade ho visto più moto ma, cosa che mi fa più piacere, ho visto tante donne e ragazze in moto. La donna in moto ha un fascino particolare, non c’è che dire. Una donna in moto riesce a rendere femminile un mezzo che, per la sua aggressività, rischia di esser scambiato per maschile. La domanda annosa è: la moto è donna o uomo?

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In realtà, nella mia esperienza motociclistica, mi è capitato di imbattermi in donne dalla guida così pulita, veloce e perfetta da essere definita “da pista” ma la moto è, per molte donne, un mezzo percepito come “irraggiungibile” o “difficile”. C’è chi sostiene che sia per il peso, chi per l’altezza, chi per una paura non ben definita. Io trovo che l’accoppiata donna-moto sia stupenda purchè non ci siano eccessi: la donna deve avere una moto proporzionata al proprio “spirito” e alle proprie capacità (questo vale anche per l’uomo), inoltre mi fanno ridere le foto con le modelle in bikini sulle moto. Per carità, bellissime ma un po’ ridicole se li paragonate a due occhi femminili che, come un felino, ti scrutano dalla visiera.

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Qualche giorno fa ero a cena con colleghi motociclisti e ho avuto modo di fare la conoscenza di Betta, fiera proprietaria di una moto con cui ho fatto scuola guida. Una moto bellissima e non propriamente “femminile” nell’immaginario comune. Parlando con Betta ho visto un’amore spassionato verso questo mezzo e le ho chiesto di condividere la sua esperienza in una semplice intervista che vi sottopongo.

Ciao Betta! Grazie di aver accettato l’intervista. Prima di cominciare ti va di dirci qualcosa in più su di te? (Nome di battesimo, età , città da cui scrivi, moto ed eventuale nome della due ruote).

Ciao mi chiamo Elisabetta ho 34 anni sono nata e vivo a Roma.

Puoi dirci come è nato l’amore per la moto, cosa ti ha cambiato?

Quasi un anno fa (mancano pochi giorni!) ho comprato una fantasistica G 650 GS che ho chiamato Lella! Le moto mi sono piaciute da sempre e ancor di più il pensiero di poterci viaggiare. Non che mi dispiaccia il ruolo di passeggero ma da qualche anno sentivo l’esigenza di guidare e di avere una moto tutta mia.

Quali sono state le principali difficoltà che hai incontrato nell’imparare a guidare la moto?

Inizialmente la paura era tanta! Sono passata da un motorino di cilindrata 50 a una 650…non fosse altro che per le marce e il peso, all’inizio non nego di aver pensato: ma chi me lo sta facendo fare!!!???? Poi una volta presa la patente e comprata la moto è iniziata la sfida e direi che il risultato è soddisfacente! Le cose che più mi preoccupavano appena ho cominciato a guidare erano le altre macchine e….parcheggiarla! avevo il sacro terrore di farla cadere.

Che tipo di pilota sei? Prudente, sportiva, etc…

Che pilota sono? Bhè diciamo che giro per la mia bellissima Roma e dintorni e senza fretta e senza troppa follia. Non sono una spericolata, anzi sicuramente sono molto prudente! Ogni tanto commetto qualche errore ma Lella me lo perdona e mi insegna ogni giorno qualcosa di nuovo!

Molte ragazze considerano la moto un mezzo esteticamente ma molto scomodo per la vita quotidiana. Niente tacchi, niente gonna, etc… Cosa ti ha fatto innamorare della motocicletta?

…ritengo i tacchi decisamente più scomodi della moto!!!

Cosa consiglieresti ad altre ragazze incerte ma potenzialmente inclini all’acquisto di una moto?

Consigli?? Non credo di averne tanti da dare, la moto deve piacere, la devi sentire un po’ dentro. L’unica cosa che forse potrei consigliare è di iniziare con una moto facile, non troppo alta, che in qualche modo sia “rassicurante”. Per quanto mi riguarda la mia scelta è stata perfetta per iniziare! Non è una moto nervosa e scattante, ma era quello di cui io avevo bisogno. Non ritengo noi donne tutte uguali, abbiamo esigenze e bisogni differenti, quindi, semplicemente: ad ognuna la sua moto!

Molti uomini guidano la moto e non hanno interesse per gli aspetti meccanici, altri impazziscono. Tu sei curiosa oppure “basta che la moto cammini ed io sono felice” ?

Sono una donna curiosa in generale; mi piace sentire parlare di motori, qualcosa la capisco, qualcosa un po’ meno…sicuramente adoro il rumore del motore, più che le chiacchiere!

C’è un’esperienza particolarmente bella (una gita, un evento) che ti ha colpito al punto di volercela raccontare?

Negli ultimi anni ho viaggiato molto in moto, ma se devo essere sincera mi ricordo con emozione i giorni in cui ho imparato a guidare la mia moto: ho avuto la fortuna di poter imparare per le strade della Sardegna, nel mese di novembre. Le strade erano praticamente tutte per me! Eravamo Lella, io e il mare che ci guardava sorridendo! È stato bellissimo e indimenticabile, soprattutto perché ho avuto la consapevolezza di poter essere anche io un pilota!

MyTech: un’azienda tutta italiana

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Oggi vorrei fare qualcosa di diverso, vorrei presentarvi un’azienda tutta italiana che sforna delle valige laterali veramente belle: le famose Mytech (http://www.mytechaccessories.it/).

MyTech é un marchio della Meroni F.lli , azienda che da oltre quarant’anni é presente sul mercato con progettazione e produzione di stampi.

Le differenti tipologie di lavorazione hanno ampliato il know-how sul prodotto fino a raggiungere la certificazione di qualità ISO 9001.
Le capacità produttive e il management hanno proiettato l’azienda in una realtà imprenditoriale rivolta a soddisfare un mercato sempre più esigente, affrontando sfide importanti come la produzione MyTech, oggi brand di riferimento nel settore del mototurismo.

I nostri prodotti si distinguono per l’elevato grado di innovazione e design, ma soprattutto per l’attenzione rivolta alle reali esigenze del mototurista, indispensabili infatti sono i consigli e le indicazioni che riceviamo dai nostri test driver, “motociclisti veri” che vivono le due ruote in tutte le situazioni, dalle più estreme al quotidiano.

L’azienda vanta prodotti veramente notevoli ed io mi ci sono imbattuto nell’ormai estrema ricerca di un kit di valige laterali. Con molta serietà, nel trattamento del mio caso specifico (valutare se il terminale Akrapovic fosse compatibile con le loro valige), l’azienda ha dimostrato molta flessibilità e disponibilità nella gestione di un eventuale ordine che, successivamente, dovesse risultare  incompatibile. I prodotti MyTech sono così tanto apprezzati che sul sito, invece della classica galleria personale, hanno album creati dagli utenti con la dimostrazione dell’apprezzamento verso il loro prodotto.

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Compatibilità tra borse laterali e terminali di scarico

Da quado sono entrato in possesso della mia BMW F 800 GS, mi sono imbattuto in un problema annoso: può il terminale Akrapovic, installato dalla stessa BMW, essere considerato alla stregua di un terminale originale nella scelta delle valige laterali? Ovviamente no. I telai risultano incompatibili e i produtti spesso non garantiscono. Mi sono trovato quindi nella condizione di cercare di capire quali telai potessero risultare compatibili. Questo post ha lo scopo di raccontarvi la mia esperienza sperando che possa tornarvi utile.

Il principio: l’abito fa il monaco

la situazione iniziale è presto detta: la BMW fa uscire il GS con due marmitte, l’originale e l’Akrapovic. La seconda è esteticamente più bella e fa guadagnare 0,7cv al motore (praticamente nulla). Non è quindi necessario rimappare la centralina o intervenire da qualche altra parte. Si svita il bullone di sostegno, si sganciano le molle, si estrae una marmitta e si infila l’altra. Niente di più semplice…niente di più problematico.

L’Akrapovic non è considerata originale dai produttori di accessori e quindi non viene testata. Non importa che sia BMW a farla uscire con questa marmitta, non importa che moltissime BMW le montino, i produttori (in parte giustamente) non la prendono in considerazione. Ogni accessorio viene provato con gli accessori originali, il resto è un terno a lotto ma come avvengono queste prove? Nel corso delle mie piccole indagini ho parlato con molti produttori (alcune esperienze le trovate nel blog) tra cui GIVI, MyTech, etc… la risposta è sempre stata la stessa.

Testiamo i nostri prodotti sulle configurazioni originali, grazie soprattutto alla collaborazione con alcuni rivenditori BMW che ci consentono di provare le installazioni su moto esposte. Non c’è la possibilità di provarli con marmitte o accessori diversi, significherebbe spendere un capitale per cercare di provare tutte le configurazioni.

Direi che la posizione di tutti i produttori è la stessa e che sono tutti allineati nel garantire la compatibililità piena con l’assetto originario ma allora cosa accade e come comportarci quando un accessorio come uno scarico è diverso?

Facciamo una foto ricordo?

Ebbene sì, ad un certo punto ho scattato foto, preso misure e contattato i produttori. Tutti erano curiosi di determinare se e come il loro prodotto potesse essere considerato compatibile con l’Akrapovic. Per loro rappresentava un maggiore flusso di vendita, per me la risposta ad un problema. Dalle foto è emersa una cosa piuttosto banale: i telai, lato marmitta, hanno generalmente due tipi di “attacco” sul codone. Il primo è più basso ed entra nell’area dell’indicatore di direzione. Il secondo tipo è molto più ampio. Dobbiamo considerare che i terminali aftermarket, generalmente, sono più stretti dell’originale BMW ma l’Akrapovic si rivela leggermente più alto e quindi ingombrante. Quei due o tre centimetri potrebbero corrompere il vostro acquisto. Prendiamo come esempio le immagini riportate di seguito: sopra c’è il telaio GIVI, e sotto il telaio Trax EVO

telaio GIVI

telaio TRAX

Potete notare facilmente le differenze. Nel telaio di sinistra (GIVI) l’archetto di sostegno superiore passa sotto l’indicatore di direzione. Infatti la stessa GIVI mi disse che l’altezza del terminale Akrapovic poteva rappresentare un rischio di compatibilità nel montaggio. A questo proposito vi riporto anche una foto del terminale Akrapovic visto da dietro.

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Il telaio delle valige Trax passa sopra l’indicatore di direzione che, come mostrato dalle foto, non è superato invece dal terminale Akrapovic. Ne consegue che la compatibilità sarà molto elevata.

Il consigli di chi produce

Sostanzialmente, oltre a quanto riportato sopra, che motiva come mai le prove non vengano fatte con accessori diversi, i produttori raccomandano agli utenti di prendere contatto con alcuni negozianti di fiducia ed effettuare le prove di compatibilità “vestendo” il telaio senza necessariamente montarlo. Appoggiare il telaio è spesso risolutivo ma non nei casi in cui calza al millimetro. Stringere i bulloni può comportare un irrigidimento della struttura a carico della marmitta. Inoltre è sconsigliato fare come mi ha raccomandato un produttore: “può sempre modificare il telaio da se con l’aiuto di un fabbro”.  Bene, immaginate di essere a 130 Km/h e la staffa che avete montato cede facendo cadere la valigia in alluminio che rotola e rimbalza fino ad entrare nel parabrezza dell’auto dietro di voi. Ok, una scena d’azione niente male ma…voi rischiereste?

Il mio consiglio

Posso solo darvi tre tipi di consigli:

  1. Non abbiate fretta. Scattate foto, osservate dettagli e valutate ogni aspetto.
  2. Contattate direttamente i produttori: sono tutti molto disponibili.
  3. Fate la prova presso un negoziante ma, soprattutto, consultate internet. Benchè le risorse che mettano in risalto le eventuali incompatibilità sono al momento quasi inesistenti, esistono molti forum con fotografie che potrebbero dimostrarvi che ciò che vorreste è possibile.

Notate che molti terminali aftermarket sono, oltre che più stretti, anche sensibilmente più corti e quindi non ci sarebbe alcuna difficoltà nell’installarli. Io alla fine ho notato che le TRAX EVO, che sono rinomate per la qualità ma anche per l’ingombro (i telai sporgono) sono montati dalla casa produttrice e documentati con l’Akrapovic. La foto mostra l’assetto a telaio montato con Akrapovic fatto dal sito Bikerfactory.

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Comprerò queste valige? Chissà…questo è un altro paio di maniche.

TUTORIAL: collegamento del TOMTOM al BMW F 800 GS o 1200 – metodo semplice

Dopo la prima versione dell’articolo dedicato al collegamento del TOMTOM alla nostra BMW, ho deciso di farne uno più semplice, veloce e leggero, per tutti i lettori. In questa nuova edizione verranno ridotti i dettagli per rendere tutto più immediato. Verrà introdotto un componente da acquistare che semplificherà il tutto e vedrete che il montaggio non durerà oltre i 10 minuti! Iniziamo.

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Per prima cosa vi occorre un componente con cui non sarà necessario fare saldature e/o collegamenti strani. Lo trovate sul sito della celebre casa Touratech a questo indirizzo.

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Il collegamento è semplice: rosso con rosso e poi il restante. Il cavo si monta agevolmente. Basta spellarlo di circa uno o due centimetri, spingerlo dentro l’apposita capsulina nera e stringere il tutto avvitando. Niente saldature, o altro. Quando avrete finito, collegate il connettore al vostro BMW che, nel caso del F800 ha l’attacco sotto al serbatoio Ricordate di sollevare lentamente il serbatoio dopo aver tolto le viti perchè la calotta è connessa al corpo centrale.

GIVI: le nuove valige 3D600

Iniziamo un nuovo (ma vecchio) articolo circa la sostituzione delle valige semirigide 3D600 di GIVI. Sostanzialmente, come da questo articolo, le borse prodotte dalla ditta italiana sono veramente belle ma afflitte da una eccessiva delicatezza che ha portato alcune cuciture e alcuni dettagli a logorarsi. La GIVI, informata del fatto, si era ben posta per far sostituire le borse. Nel frattempo io ho cambiato moto ma Antonio, un nostro lettore e commentatore, si è appassionato della faccenda e ha scattato delle foto per mostrare le differenze estetiche. Spiccano soprattutto le cuciture, che sembrano più rifinite, il tessuto esterno e le maniglie che, come fa notare Antonio, ora sono rigide e non rientrano più come il modello precedente. Quindi godiamoci le foto e grazie Antonio!